Un rimedio.
Una sera fratel Biagio venne incontro alla moglie col volto accigliato.
Camilla si sentì correre un brivido per le membra. Da qualche tempo
essa non poteva incontrare l'occhio sereno del marito senza provare
quella specie di turbamento vago, che è meno paura d'altrui che di sè
medesimo.
La confidenza tranquilla e carezzevole, con cui ella soleva venire
innanzi al compagno affettuoso della sua vita, non le rischiarava più
la fronte bianca. Dissimulava male; ogni lieve nube, ogni sguardo, ogni
gesto le parevano una minaccia.
— Che hai? — domandò vincendo la ripugnanza.
— Lo sai bene — disse Biagio tentennando il capo in aria afflitta. — La
povera Bice....
— Bice!...
— Soffre.
— Soffre... — ripetè Camilla con voce fioca.
Entrambi parvero raccogliersi in questa immagine.
Ma Camilla pensava ad altro; guardando sott'occhi il marito, spiava lo
scopo di quel colloquio.
Fratel Biagio aveva preso fra il pollice e l'indice uno dei bottoni
d'acciaio della sua giacchetta di tela, e lo stropicciava con calore.
— Che te ne pare? — domandò all'improvviso, fissando Camilla in volto;
e siccome costei a evitare lo sguardo e a risparmiarsi l'imbarazzo
d'una risposta, chinò il capo in attitudine di pensiero, l'ottimo
marito lasciò la sua compagna e si diede a misurare la camera a gran
passi. Camilla ne seguì di nascosto ogni movimento finchè qualche
istante dopo fratel Biagio s'arrestò.
— Bisogna allontanarla.
— Allontanarla.... Chi?
— Bice. Andrà in campagna.
— Sola? —
A questa domanda sfuggitale involontariamente Camilla si arrestò
turbata.
Fratel Biagio sembrò non badarvi, e rispose con indifferenza che
«questo appunto era il suo imbarazzo.»
— Andiamo tutti, — propose Camilla con disinvoltura.
— Non è possibile; le mie faccende mi trattengono. —
Dicendo queste parole fratel Biagio aveva gettato alla sfuggita
uno sguardo sulla moglie, la quale se ne avvide, e attribuì cento
significati paurosi a quello sguardo. Nondimeno si affrettò a
soggiungere:
— Vi andremo noi... e la zia Angelica.
— Tu! esclamò Biagio con meraviglia; e stette un istante a meditare. —
Non ti duole d'andarvi?
— Dolermi! Ti pare? Se potessi venire tu pure! Ma già, le tue
faccende!... —
Questa volta gli sguardi dei coniugi van Leven si ricercarono e
s'incontrarono francamente.
Fratel Biagio porse la mano alla moglie e le disse con dolcezza:
— Perdonami, ho dubitato del tuo cuore; temevo che l'andare in campagna
in questa stagione, per dividere con una creatura addolorata le
melanconie della solitudine e le noie dell'inverno, potesse sembrarti
un sagrificio troppo grave... perdonami! —