Riccardo a Camilla.
«È proprio indispensabile — ecco perchè vi scrivo.
«Le lettere che mi avete inviate le ho qui; le ho rilette con
quell'acre compiacenza con cui si ritentano le piaghe del cuore, e se
non m'inganno, delle prime che vi scrissi ne manca una. Siccome non
mi avete risposto sempre, posso immaginare che non vi sia pervenuta, e
sarebbe meno male. — Ma se vi è pervenuta, bisogna l'abbiate smarrita.
Comprenderete quanto questo pensiero mi opprima dopo ciò che mi avete
detto.
«Il cielo allontani da voi un dolore, da me il rimorso d'esserne stato
la cagione!
«Toglietemi da quest'ansia crudele comunicandomi il risultato delle
vostre ricerche.
«Era ad ogni modo inutile che mi rendeste le mie lettere; se vi pesava
troppo il custodirle, e non poteva essere altrimenti poichè sdegnate il
sentimento che me le dettava, vi rimaneva un mezzo più semplice e più
prudente di liberarvene: abbruciarle.
«Fate così di questa, e dell'altra se potrete rinvenirla.
«Non aggiungo parole a cui tanto non vorreste dar fede; il vostro
cinismo, la vostra indifferenza mi hanno fatto male.»