Camilla a Riccardo.
«Mi sono levata all'alba per iscrivervi; ho passato una notte
affannosa, ed ho ancora un gran disordine nel capo; ma non voglio
attendere un minuto.
«Tutte le torture che può dare il rimorso io le ho inflitte al mio
cuore; ho compreso quanto grande sia il dolore, quanto nobile e
generoso. Ora che ho pianto molto mi sento più forte, più severa verso
di me medesima.
«Un sordo rimprovero brontola nel mio petto, terribile e giusto
rimprovero. Lo riconosco; io non ho fatto tutto quanto stava in poter
mio per iscongiurare la sventura che colpisce la povera Bice; v'erano
in me delle forze che ho lasciato neghittose.
«Ahi! Che sarà di quella buona creatura? Ieri la sorpresi intenta a
scrivere. Scriveva a voi, piangeva. Mi vide, nascose la faccia fra le
mani, poi mi mosse incontro e si gettò fra le mie braccia, chiamandomi
teneramente «sorella.»
«Ho cercato di confortarla. Con quale animo! Essa ignora la parte che
ho io nella sua sciagura: si è solo accorta che voi non l'amate; non ha
visto, non ha indovinato altro.
«Non so perchè non mi si spezzasse il cuore.
«Non io fui la causa di questo nuovo dolore, ma pure ne ho l'anima in
tumulto. Tutte le mie fibre tremano al pensiero della responsabilità
che le vostre insistenze mi hanno imposto.
«Non più, non più. Ve ne scongiuro, ridonate la fede ad un'anima
innocente, ridonate la pace al mio cuore di moglie.
«Ove volete giungere? A che sperate di trascinarmi? Quali lusinghe
tengono desto lo sciagurato proposito che vi rende sordo al grido del
dolore?
«Siate franco, siate leale.
«Che cosa potete voi domandarmi senza arrossire?
«Meschina e stolta illusione, se pure non è menzogna, questa che
vi consiglia! A cancellare la debolezza del passato, guardate alla
colpa. Sì, alla colpa. Levate la maschera al vostri disegni, non ve
ne dissimulate l'orrore con le sembianze d'una passione effimera;
procurate di non ingannarvi.
«Rimediate oh! rimediate al male che avete fatto; siete ancora in
tempo; non spingete oltre il passo in questo sentiero che conduce al
rimorso.
«Potete risparmiare l'infelicità vostra e quella d'una fanciulla, alla
quale fino ad ieri avete mentito l'amore; potete assicurare la pace
d'altrui e la vostra; fatelo. —
«Desistete da un'insidia che ricade sopra dì voi; non cercate di non
udire le voci del dovere e dell'amore, stordendovi col grido di una
passione fallace.
«La vostra fantasia si è presa giuoco del vostro cuore; oggi, come
sempre, voi ingannate voi stesso.»