Riccardo a Camilla.
«Perchè mi fuggite? Mi avete dunque letto nel cuore? E se è così, ogni
indugio è vano; vi svelerò finalmente la segreta smania che mi divora.
Sappiatelo — io vi amo. Vi amo a dispetto della sorte che vi ha rubata
al mio affetto, a dispetto vostro, a dispetto mio. Vorrei lacerarlo
questo cuore che domanda l'indifferenza e non sa ritrarre dal passato
altro che l'amore; vorrei essere insensibile al fascino dei vostri
sguardi, e poter fissare con occhi stupidi la vostra bellezza, vorrei
potervi odiare — non posso.
«Ciò che io provo vince la mia natura; i miei sforzi per svincolarmi
non fanno che stremare le mie fibre e farmi ricader debole e impotente.
«Il passato mi atterrisce; guardo agli anni trascorsi lontano da voi e
misuro da essi la potenza del mio amore.
«No, il tempo non ha nulla potuto nel mio cuore, il tempo non mi
ha concesso ciò che gli ho domandato con tanta insistenza — la
dimenticanza.
«Credetelo, io non ho cessato un solo istante di amarvi. Mi ero
ingannato immaginando possibile la felicità senza di voi; avevo sperato
di poterla rinvenire altrove, e l'ho cercata in un altro cuore, in
un altro affetto... Forse lontano da voi ciò era possibile; ma vi ho
riveduta!
«L'immagine della donna amata può morire, ma sopravvive l'amore; oggi
il mio affetto si è ridestato, più ardente. Nessuna traccia della
donna che ho amata è rimasta nella donna che amo, ma vi è rimasto il
mio cuore e l'ho ritrovato. Voi avete tenuto viva quella fiamma che
invano il dubbio aveva cercato di spegnere; riamandovi, non faccio che
rinnovare il mio culto.
«Non cercate di distogliermi; se il tempo non ha saputo distruggere
l'idolo, mal lo potrebbero le vostre parole. Tutto ciò che mi potete
dire martella da gran tempo la mia povera testa. È la tortura d'ogni
giorno, l'incubo d'ogni notte. Il vostro labbro mi parli la pietà, ma
non alimenti vanamente il mio rimorso.
«Non mi fuggite; non mi lasciate solo in quest'immenso deserto del
cuore; dividetene lo strazio, se non potete dividerne l'affetto;
piangete sul mio sciagurato destino; ma per pietà non mi fuggite!
Sarebbe rimedio crudele e vano.
«Prima di svelarvi la mia miseria, io stesso ho cercato di rompere
con la lontananza l'incanto che mi tiene ai vostri piedi; inutilmente.
Sappiate anche questo: la mia partenza fu consigliata dal mio cuore; le
brighe litigiose furono un pretesto.
«Ho domandato la pace ad ogni cosa, ed ogni cosa mi ha risposto
l'amore. Ebbene sia: vi amo — ecco la mia fede: vi amo — ecco lo scopo
della mia fede. Ogni altro affetto, ogni altro sentimento si spuntano
contro la corazza incantata che difende il mio cuore.»