XX.

Riccardo a Camilla.

«La notizia che mi avete dato mi ha afflitto; se le mie faccende non me

lo impedissero, lascerei subito questo dannato paese.

«Vorrei ringraziarvi del carico che avete assunto, ma una strana

riluttanza me ne trattiene — quello stesso sentimento di carità che non

ha trovato la strada del vostro cuore. Forse io m'inganno. Voglio però

essere franco con voi e non vi nascondo che la vostra lettera mi ha

fatto male.

«Il mio passato mi è caro perchè mi fu largo di promesse e di sogni.

Oggi che mi sono destato, vedo con rammarico che altri sparga il

ridicolo su quel tempo rapidamente fuggito.»

A questa lettera ne andava unita un'altra per Bice.

La buona fanciulla, fuor di sè per la gioia, voleva che la cognatina

stesse a udirne la lettura; ma Camilla si schermì, protestando.

— Non mancherebbe altro!

— A che cosa?

— Nulla. —

E si sottrasse all'insistenza della fanciulla, la quale non sapeva

comprendere come si potesse rimanere indifferenti a una bella lettera

di quattro pagine, che incominciava così: «Mio angelo, mia vita!» vale

a dire la vita e l'angelo di Riccardo.

Frutti proibiti · 第 29 / 108 题