Camilla a Riccardo.
«Vi recherà meraviglia ricevere una mia lettera. Ve ne dico la ragione
in due parole: Bice è ammalata, non vi spaventi la cattiva notizia:
il medico dice che si tratta d'una malattia nè pericolosa, nè grave.
Guarirà rivedendovi — essa ve lo assicura per bocca mia. Io poi vi
assicuro che guarirà anche prima. A ogni modo è in letto, e, non
potendo scrivervi di propria mano, ha pregato me di darvi sue notizie.
«Ora che vi ho detto la ragione per cui vi scrivo, non ho più nulla da
dire. M'inganno. Sappiate adunque che Bice non pensa che a voi, e ha
fatto una grande scoperta... Indovinate?... vi ama più di prima!
«Un'altra cosa ancora; la malattia l'ha fatta più pallida; essa
vorrebbe che dicessi «più brutta,» ma non è vero niente.
«Un'altra. Il suo canarino è ammalato, sta tutto il giorno in un
cantuccio della gabbia, rifiuta il cibo, perde le piume.
«Ho finito.
«Ah! mi dimenticavo di dirvi che dovete rispondere subito subito,
inviando la lettera al mio ricapito e ferma in posta, perchè non vada
in mano di mio marito. Fratel Biagio ha i suoi principî, e non crede
ben fatto che una ragazza scriva e riceva delle lettere. Ha cento
ragioni, ma bisogna pur perdonare qualche cosa all'amore.
«S'intende, senza che ve lo dica, che Bice è smaniosa di vedervi,
e che dovete affrettare di togliervi alle vostre brighe curiali per
ritornarle vicino.
«Se può avere qualche efficacia sulle vostre determinazioni, sappiate
che mio marito e la zia Angelica e io lamentiamo ogni giorno la vostra
assenza.»