Veglie e sogni dell'innamorato.
Alla notte Riccardo è più innamorato che mai.
Queste repentine recrudescenze sono frequenti in amore, e di solito le
provoca una causa che è fuori di noi. La donna amata ha lieve parte, o
non ne ha nessuna, nel fenomeno; essa non fa che fruire degli effetti.
Una paura, un impeto malinconioso, un dolore, una disgrazia hanno
spesso l'arcano potere. Si domanda all'amore ciò che ne è altrimenti
involato o conteso; si ripara nell'amore, si ama l'amore. La donna
amata è solo un pretesto per giungere all'amore. E non le seduzioni
della bellezza provocano cotali ribollimenti; potentissime armi
contro il senso, esse non toccano punto il sentimento; inaspriscono il
desiderio, ma non avvivano le fiamme dell'amore.
Alla notte adunque Riccardo è più innamorato del solito. Guarda alle
stelle, che si schierano fitte sulla vôlta del cielo; guarda alle
lontane finestre illuminate che vede oscurarsi a una a una; alle
tranquille e severe onde del lago, che riflettono in lunghi guizzi le
luci della notte. E porge orecchio ai rumori indistinti, al bisbiglio
degli insetti, al susurro delle frondi, al gorgoglio delle onde che si
rompono sulla riva....
Come la natura è grande e serena! Come è grande e sereno il suo cuore!
Dal suo balcone egli vede pure le finestre dell'ala opposta della casa;
il lume vi brilla ancora; si vedono ombre nere disegnarsi un istante
sui vetri; profili che si scompongono, si allungano smisuratamente,
scompaiono. Quanta folla d'idee nella mente di Riccardo! Là dietro è
forse il suo amore!...
All'improvviso una finestra si apre, e una testa di donna si affaccia.
Riccardo non può scorgere i lineamenti del viso, ma il suo cuore è
indovino. Bice vede il suo diletto e lo riconosce, e gli manda per
l'aria un saluto. Riccardo sta per affidare allo stesso messaggiero
fedele un identico fardello prezioso, ma vede un altro volto di donna
appoggiato ai vetri d'un'altra finestra, si turba, si smarrisce....
la finestra si apre... il cuore gli batte con una strana violenza...
Camilla forse?... Egli la guarda intento, mutolo, intanto un'ombra
passa lenta lenta nel giardino, e una voce che ha l'accento
inalterabile e la cadenza solita di quella del signor Pool, augura la
buona notte alle due donne.
— Buona notte, — risponde Bice.
— Buona notte, — ripete l'altra.
Cieli stellati! Non è Camilla, ma la zia Angelica!
Le finestre si chiudono, tutto ritorna nel silenzio!
E Camilla? e fratel Biagio?... Oh! come è tessuta la tela del cuore!
Riccardo non sa distogliere la mente da quel pensiero; con la fantasia
ricerca Camilla e il suo marito legittimo, li ritrova in una stanza
romita, li vede soli, avventurosi del loro amore...
L'immagine di quella felicità gli sale al cervello; pensa a Bice,
al suo amore, al passato che il tempo ha seppellito per sempre,
all'avvenire caliginoso... Un'onda irresistibile di tenerezza e di
mestizia lo invade; egli ne è vinto, oppresso, e si abbandona sul
proprio letto nascondendo i singhiozzi e le lagrime...
.... Bizzarra potenza della fantasia! Tutta notte Bice e Camilla
stettero assidue al suo capezzale. Camilla aveva i profili soavi di
Bice, e Bice la voluttuosa mollezza delle forme di Camilla.