Amore a tavola.
In una terrazza che sovrasta il tetto della casa, sotto un pergolato di
glicinie, è raccolta alla mensa la nostra comitiva.
È l'ora del tramonto; il sole getta i suoi raggi infocati traverso il
fitto delle foglie; l'inno clamoroso del giorno si volge a poco a poco
nella preghiera sommessa della notte.
Si offre allo sguardo uno spettacolo pieno di incanti; un cielo
purissimo, tinto a ponente di luce porporina, una campagna silenziosa
e grave, una schiera maestosa di brune montagne, e la pallida e serena
superficie delle onde del lago.
Tutto invita alla calma e alla malinconia; non di meno i commensali
hanno la letizia sul volto.
La sola Bice pare un po' imbronciata; essa non sa perdonare a fratel
Biagio d'averle assegnato il posto accanto al signor Pool, e d'aver
cacciato il suo promesso tra Camilla e la zia Angelica. Se non che
gli sguardi franchi e sereni con cui Riccardo l'assedia ogni tanto la
tengono così occupata da compensarla quasi della sua disavventura e
farle dimenticare ogni rancore. D'altra parte quel povero Pool è così
prudente, così silenzioso, e le dà così poca noia, che se non fosse
per i servigi di buon vicinato che egli presta con una premura piena
di dignità, e per certi sguardi tra dolci e austeri con cui continua
a guardarla di nascosto, essa non avrebbe altra ragione di accorgersi
dell'usurpatore fuorchè l'usurpazione del territorio.
Camilla poi è l'anima della comitiva; ha la barzelletta sulle labbra,
ed è d'un buon umore contagioso; lo squillo della sua voce argentina è
un vero scampanío di festa. Bice pensa che se fosse vicina a Riccardo
non saprebbe fare altrettanto, ma farebbe assai meglio, e intanto
con l'occhio appassionato cerca l'occhio appassionato di lui, e
l'incontra.. Beata la gioventù e l'amore!
Dal canto suo Riccardo si è trasformato nei modi, e lungi dall'essere
in impaccio al fianco di Camilla, si mostra disinvolto, indifferente
e allo stesso tempo cortese, come non seppe essere in tutto il giorno.
Una tranquilla intimità sembra unirlo a quella donna; egli la guarda,
le parla, sorride delle sue parole, la fa sorridere, e tutto ciò senza
sforzo, senza affettazione, senza pure quel lieve turbamento che dà in
ogni tempo la bellezza.
Che cosa era avvenuto? Nulla in apparenza. Le larve redivive d'un
passato remoto avevano saputo spezzare il fantastico nodo che sembrava
tener legato ancora ciò che da gran tempo era irrimediabilmente
disciolto. Caduta la maschera, potevano guardarsi in faccia senza
arrossire; cessata la paura, potevano riderne candidamente — ridevano.
Quindi innanzi Camilla non doveva essere per Riccardo altro che una
donna di spirito, donna amabilissima, donna leggiadrissima, ma nulla
più che una donna.
Bice invece era l'angelo. Questo sentimento soave gli balzava dal cuore
irresistibilmente, brillava nei suoi sguardi e volava incontro alla sua
fanciulla, la quale sa ne avvedeva.
Anch'essa dunque, la buona creatura, è felice; non di meno vuol
vendicarsi di fratel Biagio e gli tiene il broncio.