Swift era uomo d'alta statura, robusto e ben fatto. Aveva occhi
turchini, carnagione bruna, sopracciglia nere e folte, un naso
piuttosto aquilino, lineamenti che esprimevano tutta l'austerità,
l'altezza e l'intrepidezza del suo carattere.
In sua giovinezza passava per bellissimo uomo; in vecchiezza, la
fisonomia, benchè severa, ne era nobile e dignitosa. Aveva il dono
di parlare in pubblico con facilità e calore: il talento delle sue
risposte apparve sì atto alle discussioni politiche, che i ministri
della regina Anna dovettero più d'una volta esser dolenti perchè non
riuscirono a farlo sedere al banco dei vescovi nella Camera dei pari. I
governatori inglesi spediti in Irlanda ne temettero l'eloquenza non men
della penna.
I suoi modi sociali erano facili ed affabili, nè privi d'una certa
tinta d'originalità; ma sapeva sì bene adattarli alle circostanze,
che si voleva universalmente averlo di brigata. Anche allorchè gli
anni e le malattie ne ebbero alterato la flessibilità dello spirito
e l'equanimità del carattere, continuò ad essere accetta e desiderata
la sua compagnia. Il suo conversare riusciva interessante non solo per
la cognizione che avea del mondo e dei costumi, ma per le facezie non
prive di frizzo colle quali condiva le sue osservazioni e le storielle
che raccontava. Secondo Orrery, fu questa l'ultima delle prerogative
intellettuali che lo abbandonò; s'accôrse per altro da sè il nostro
decano che a proporzione dell'indebolirsi della sua memoria ripetea
troppo spesso le stesse cose. Del resto il suo far conversevole,
le sue risposte pungenti, i suoi frizzi, vennero considerati come
impareggiabili; benchè, come accade a tutti quelli che sono soliti a
dominare con certo dispotismo la brigata, si scontrasse talvolta in
resistenze inaspettate che lo riducevano al silenzio.
Era tenerissimo dei giuochi di parole. Uno dei più felici che sieno
forse mai stati fatti fu l'applicazione del verso di Virgilio:
Mantua, væ! miseræ nimium vicina Cremonæ!
ad una signora che col suo _manto_ gettò in terra un violino di Cremona.
Più grottesco è il giuoco di parole con cui confortò un uomo attempato
che aveva perduto i suoi occhiali, ma un Italiano non ne comprende la
forza se non sa o non si ricorda che in inglese _spectacles_ vuol dire
_occhiali_. Il verso consolatorio fu questo: