IV.

Swift era uomo d'alta statura, robusto e ben fatto. Aveva occhi

turchini, carnagione bruna, sopracciglia nere e folte, un naso

piuttosto aquilino, lineamenti che esprimevano tutta l'austerità,

l'altezza e l'intrepidezza del suo carattere.

In sua giovinezza passava per bellissimo uomo; in vecchiezza, la

fisonomia, benchè severa, ne era nobile e dignitosa. Aveva il dono

di parlare in pubblico con facilità e calore: il talento delle sue

risposte apparve sì atto alle discussioni politiche, che i ministri

della regina Anna dovettero più d'una volta esser dolenti perchè non

riuscirono a farlo sedere al banco dei vescovi nella Camera dei pari. I

governatori inglesi spediti in Irlanda ne temettero l'eloquenza non men

della penna.

I suoi modi sociali erano facili ed affabili, nè privi d'una certa

tinta d'originalità; ma sapeva sì bene adattarli alle circostanze,

che si voleva universalmente averlo di brigata. Anche allorchè gli

anni e le malattie ne ebbero alterato la flessibilità dello spirito

e l'equanimità del carattere, continuò ad essere accetta e desiderata

la sua compagnia. Il suo conversare riusciva interessante non solo per

la cognizione che avea del mondo e dei costumi, ma per le facezie non

prive di frizzo colle quali condiva le sue osservazioni e le storielle

che raccontava. Secondo Orrery, fu questa l'ultima delle prerogative

intellettuali che lo abbandonò; s'accôrse per altro da sè il nostro

decano che a proporzione dell'indebolirsi della sua memoria ripetea

troppo spesso le stesse cose. Del resto il suo far conversevole,

le sue risposte pungenti, i suoi frizzi, vennero considerati come

impareggiabili; benchè, come accade a tutti quelli che sono soliti a

dominare con certo dispotismo la brigata, si scontrasse talvolta in

resistenze inaspettate che lo riducevano al silenzio.

Era tenerissimo dei giuochi di parole. Uno dei più felici che sieno

forse mai stati fatti fu l'applicazione del verso di Virgilio:

Mantua, væ! miseræ nimium vicina Cremonæ!

ad una signora che col suo _manto_ gettò in terra un violino di Cremona.

Più grottesco è il giuoco di parole con cui confortò un uomo attempato

che aveva perduto i suoi occhiali, ma un Italiano non ne comprende la

forza se non sa o non si ricorda che in inglese _spectacles_ vuol dire

_occhiali_. Il verso consolatorio fu questo:

Viaggi di Gulliver nelle lontane regioni · 第 10 / 65 题