Voi che avete una casa, ed amate la vostra casa, nè per voi c'è fiamma
che vi scaldi lontano e fuori dalla casa, forse non potrete mai
comprendere quest'anima bella del navigatore, che da noi si alza come
polvere nelle distanze della strada che passò.
Mi piaceva; era funestamente bella; da lei cominciava la sera, brillava
il sole, odoravano i fiori, mandava un tremito nello spazio la bianca
terra di Guipuzcoa.
E nel guardarla pensavo:--Questo è forse l'amore.
La distanza è l'amore. Ciò che per noi fu tale in un'ora di bellezza, e
finì. La donna che passa è l'amore; la donna senza storia, senza nome,
senza il peso inevitabile de' suoi mediocri peccati. Quelle che andarono
via, scomparvero, travolte nella musica d'un treno. Quelle che a noi
diede il mare, di notte, nel grande spazio, laggiù, sotto le stelle,
quando cantava il maestrale...
Con noi passarono, risero, nel turbine d'una città sconosciuta. Forse un
teatro le portò; un albergo le diede; una strada buia.
Erano molte. Fra molte rimase una.
Aveva negli occhi e nell'anima il colore della terra d'esilio; portava
in sè la primavera e come la primavera passò.
Forse un po' di sogno, la sera, affacciati ad una bella veranda. Chissà,
forse una canzone, distante, fra gli alberi, che se ne va... Il buon
odore de' suoi gonfi capelli pesava, opprimeva, cadeva, come cade nelle
sere d'estate il caldo pólline dei gelsomini. E parlava con un po' di
fatica, sottovoce, della sua casa lontana, di gente che voi non
conoscete, di luoghi belli e distanti che forse non vedrete mai; parlava
con una voce piana, senza ombra di paura, come una buona sorella...
E fu la vostra amante in una camera d'albergo, dopo una sera troppo
calma od un bicchiere troppo colmo... Chi era?... Forse nessuno; la
donna più bella che vedeste, il colore della terra d'esilio, l'unica
forse che v'innamorò.
Sul vostro guanciale disciolse per qualche notte la sua treccia
profumata; vi disse molte cose di sè, molte cose poco importanti, che
saranno fors'anche vere...
Poi, una sera, d'un tratto, pallida e quasi con paura, vi disse nel
bacio più tremante:--«Domani vado via.»
La mattina, prima del sole, come venne uscirà da voi, leggera, in punta
di piedi, trascinando sul lungo tappeto la sua fina vestaglia di seta.
Chi era?... Forse nessuno; il colore della terra d'esilio, la musica
dell'amore che passò; nulla, una striscia di fumo, la cenere d'una
fiammata che morì... e troverete ancora di lei, nella coltre, una
forcella dimenticata...
Aveva la infinita bellezza di appartenere ad una patria lontana, di
giungere da un mondo impreciso, di avervi abbandonato con una lacrima,
di avervi scritto con un fiore... Passando, in un giorno d'esilio, vi
diede con vero profumo tutto il bene che poteva dare di sè: la sua bocca
limpida e rossa, le sue treccie pesanti che si sciolsero in una notte di
stupenda follìa;--e sarà una striscia di fumo, nulla, un po' di anima
dispersa nel rumore della strada, qualcosa di troppo lieve, di troppo
azzurro, la memoria d'una sera d'estate, una striscia di fumo, nulla...