A. 1779 ([SC[TAV]SC]. VI).

Il Doge Paolo Renier al defunto Mocenigo succedette. Questo gentiluomo

coperto aveva le più importanti ed esterne magistrature, essendo più

volte stato Savio del Consiglio, Riformatore dello Studio di Padova,

Ambasciatore di ubbidienza al pontefice Clemente XIII, e nello stesso

carattere all'imp. regia Corte di Vienna, e finalmente Bailo alla

Porta Ottomana. Negli interni commovimenti accaduti nell'anno 1761,

pei quali una straordinaria Magistratura creossi de' Correttori alle

leggi e a' capitolari de' Magistrati, questo Senatore di rari talenti,

di spiriti pronti, ne' pubblici affari versatissimo, molta parte preso

aveva, e con insinuanti e scaltre parole, e con forte eloquenza

immaginato aveasi di abbattere il partito più sano, e abbandonare

nella maggior confusione le promosse discussioni, aprendo con ciò la

occasione a più fastidiose vertenze; nel che non riuscì in guisa

alcuna, ed anzi in appresso mostrossi alla patria ubbidiente. La

elezione di lui succedette ai 14 gennaio 1779 non senza qualche

competitore, che, non mostrandosi voglioso di essere a sì sublime

dignità elevato, di buon grado però tentato avrebbe di rendergliene

più difficile l'accesso. Incominciò egli il suo donativo ai nobili

prendendone il disegno dalla straordinaria ubertosità di quell'anno;

prescelse adunque di far coniare, nel diritto della prima Osella, una

donna togata, rappresentante l'Abbondanza con due Cornucopie, l'una a

terra rivolta in atto di spargere le frutta e i fiori, l'altra tenuta

diritta piena di fiori e di spiche, con a' piedi il Leone in riposo, e

le parole intorno: [SC[BONORVM. AVCTRIX.]SC], e nell'esergo il nome di

Benedetto Capello ch'era in quell'anno il massaro all'argento: [SC[B.

C.]SC] il rovescio poi ha la usitata leggenda [SC[PAVLVS.]SC]

([I[sic]I]) [SC[REINERIVS. PRINCIPIS. MVNVS. AN. I. 1779.]SC] ([I[lin]I]. 4,

[I[lett]I]. a), leggenda com'era di metodo sempre ripetuta in appresso

con la sola mutazione degli anni. Devesi però a questo luogo

ricordare, che nelle prime impressioni di questa Osella, qual è

appunto quella che qui si rappresenta, la sconcordanza leggevasi di

avere adoperato il primo caso in luogo del secondo, sconcordanza in

altre poscia corretta; ciò però diede motivo a' begli spiriti di far

all'orecchio susurrare, che malizioso l'errore esser potesse, e come

un tentativo per ispiare l'effetto che produr potrebbe negli altrui

animi l'uso di quelle forme da' principi sovrani nella monetazione

loro adoperate. Deducevasi allora tutto ciò dall'attribuirsi al Doge

una natura autorevole e qualificata, per tale da lui stesso fatta

conoscere negl'interni commovimenti dell'anno 1761, come abbiamo sopra

riferito; ma lungi dal Renier divenuto Doge un sì odioso sentire verso

la patria, ché anzi ne' rinovati sconvolgimenti sostenne e perorò con

molto calore più volte a favore della parte sana del Governo, e col

concorso quasi generale di tutti i suffragi, la più luminosa vittoria

sul partito contrario ottenne. Perciò volle che nella seconda Osella

la Costanza si rappresentasse in una donna togata, che si tiene con la

mano sinistra ad un tronco di colonna, mentre pone la diritta di spada

armata sopra un vaso di fiamma accesa, ed il motto intorno [SC[PRO. DEO.

ET. PATRIA.]SC], e sotto il nome di Raimondo Bembo [SC[R. B.]SC] massaro

all'argento ([I[lett]I]. b). Se la Osella del secondo anno fu relativa

all'azione generosa del Doge, nell'anno appresso come a corollario di

quella significar volle, che il Governo sempre pronto mostravasi ad

adoperare la spada in punizione de' rei, e la corona nel premiare il

valore de' benemeriti cittadini. Francesco Pesaro in quell'anno per li

servigi alla patria prestati elevato venne alla dignità di Procuratore

di san Marco con un numero straordinario di favorevoli voti, mentre

poco prima erano stati alcuni torbidi cittadini puniti; quindi il Doge

prescelse di far incidere nel diritto della terza Osella la Repubblica

in piedi che con la diritta mano la spada brandisce, e nella sinistra

una corona presenta con la epigrafe: [SC[IN. VTROQVE. PROMPTA.]SC], e

nell'esergo il nome di Zumine Moro massaro [SC[Z. M.]SC] ([I[lett]I].

c). Nell'anno 1782 ritornando il sommo pontefice Pio VI dalla sua

peregrinazione di Vienna d'Austria, aderito aveva al desiderio dal

Veneto Senato dimostratogli, il quale anelava che nel ritorno ai suoi

stati alcuni giorni in Venezia s'intrattenesse per offrirgli le

testimonianze della sua pietà, del suo ossequio e della sua divozione.

Infatti ai quindici di maggio di quell'anno, il Pontefice fece il suo

ingresso solenne in Venezia, incontrato pel viaggio da due Procuratori

di san Marco, ed accompagnato col consueto corteggio del Doge

dall'isola di san Giorgio Maggiore fino al convento de' Ss. Gio. e

Paolo. A rendere perpetua la memoria di sì splendida ed onorevole

venuta, della quale con lunga narrazione le storie di quei giorni

parlarono, il Doge ordinò nel diritto della quarta Osella la impronta

di due scanni con guanciali, sovra l'uno de' quali il triregno e le

chiavi vi fossero, e sull'altro il ducale berretto col motto al di

sopra [SC[POSTERITATI.]SC], e sotto le iniziali di Domenico Trevisan

massaro, [SC[D. T.]SC] ([I[lett]I]. d). L'ospitale degli Esposti di

Venezia, che era di particolare giuspatronato del Doge, ottenuto aveva

dalla pubblica munificenza il provvedimento di ventimila ducati

d'argento per ristaurare la minacciante fabbrica di quel pio luogo. Il

Doge, alludendo a questo generoso sovvenimento, fece nella Osella

incidere una donna seduta e togata, che stende la mano destra verso un

altare ed ha intorno le parole [SC[PIETAS. OPTIMI. PRINCIPIS.]SC], e sotto

[SC[F. D.]SC], cioè Francesco Dandolo il massaro ([I[lett]I]. e). Il

Beì di Tunisi con la violenza e le rapine il veneziano commercio

infestava, per cui la maturità del Senato decretato aveva, che una

squadra nel Mediterraneo si portasse contro quell'Africana Reggenza,

il comando affidandone ad uno straordinario capitano delle navi. La

esecuzione di questo decreto appoggiata venne al conosciuto valore del

cav. Angelo Emo, il quale immaginò una nuova forma di galleggianti con

mortari, che potessero sopra i bassi fondi di quelle coste

avvicinarsi, e fu chiamato di Padova il conte Marco Carburi, pubblico

professore di chimica in quella Università, per soprantendere alla

facitura ed al fondere di quei mortari, che doveano decidere del

destino della spedizione. Il Doge fu da ciò condotto a scegliere per

la impronta del sesto donativo ai nobili una donna togata, appoggiante

il sinistro braccio sopra un timone e tenente con la destra mano

un'asta, mentre a' suoi piedi alla diritta evvi un mortaro con bombe,

ed alla sinistra un'ancora col motto [SC[SALVS. IMPERII.]SC] ([I[lett]I].

f). Non dissimile è il pensiero che diede origine al conio della

settima Osella. Era per legge assegnato al Doge l'incarico di visitare

ogni anno il regio Arsenale, e siccome in quest'anno più dell'usato

per li preparativi di guerra necessaria era la vigilanza, il Doge

nell'ordinaria sua visita fece al Senato conoscere gli abusi

introdottivi, e ne fu fatta la voluta riparazione. Allusivo a ciò

mostrasi il diritto di questa medaglia, nella quale si vede una nave

collocata fra le due Torri dell'arsenale in atto di uscire dall'antica

porta, con la iscrizione intorno: [SC[DISCIPLINA. RESTITVTA.]SC], e sotto

[SC[A. O.]SC] il nome di Angelo Orio massaro all'argento (Tav. 7,

[I[lin]I]. 1, [I[lett]I]. g). La spedizione del cav. Emo, la rimessa

disciplina nel regio Arsenale portarono il bramato effetto di far

rispettare la veneziana bandiera, e torre ogni impaccio alle pubbliche

bisogne. Bene se n'avvide il Doge Renier, il quale ordinò che nella

ottava sua Osella posta fosse una donna togata, che nella destra mano

la spada impugna, e imbraccia nella sinistra lo scudo con la epigrafe

[SC[RERVM. TVTELA. SALVSQVE.]SC], e nell'esergo le sigle [SC[F. M. R.]SC]

che denotano il massaro all'argento Francesco Maria Rizzi ([I[lett]I].

h). Aveva la Veneziana Repubblica alla Reggenza di Tunisi la tregua di

tre mesi accordata, ed in frattanto la squadra dell'Emo il

Mediterraneo scorreva per tenere in freno i pirati e sorvegliare le

mosse del Bassà di Negroponte, il quale con una squadra ottomana a

debellare il ribelle Rascià di Scutari dirigevasi. Il Doge fece nella

Osella dell'anno nono incidere un Leone, che con una zampa alzata

rivolge indietro lo sguardo in atto minaccioso, ed ha intorno le

parole [SC[CAVTVS. SIMVLQVE. PROMPTVS. VLTIONI.]SC], e sotto [SC[G. F.]SC],

cioè Girolamo Foscarini ([I[lett]I]. i). Nella guerra rotta fra le

potenze europee nel 1788 la Repubblica aveva abbracciato la marittima

neutralità, ed ordinato perciò a' suoi comandanti di scorrere le acque

del Mediterraneo e del Golfo, affine di proteggere il veneziano

commercio, ed impedire le rapine degli armatori. Il Doge Renier in

quello, che fu l'ultimo anno del suo principato, fece nel diritto

della decima sua Osella imprimere la figura della Repubblica seduta,

con la sinistra mano distesa, e nella destra lo scettro, ai piedi il

Leone in riposo col libro aperto, ed alcune insegne ed armi militari

pure a' suoi piedi disposte, portando intorno la leggenda: [SC[CAVTE.

SEDIT. PROMPTE. SVRGIT.]SC], e nell'esergo [SC[G. F.]SC], cioè il nome di

Giacopo Foscarini massaro, che fu pure quello dell'anno innanzi

([I[lett]I]. k). Qui pure sarebbe luogo a riconoscere che nella

impressione di alcune Oselle di questo Doge si mise il nome di un

massaro all'argento diverso, e ciò per la somma ragione, come si è

altre volte notato, che, essendovi due membri di quel Magistrato,

indifferentemente ora l'uno, ora l'altro nome imprimevasi. La vita

laboriosa di questo Doge pel corso di tanti anni in servigio della

patria impiegata, ebbe la sua fine nel giorno tredici febbraro

dell'anno 1789, avendo già compiti settantanove anni di età; ma la

morte di lui non fu pubblicata che il due di marzo, per non

interrompere il corso dei carnascialeschi spettacoli, e solo nel

giorno cinque di questo mese i metodi antichi per la nuova elezione

incominciarono.

[T1] LODOVICO MANIN.

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 42 / 43 题