A. 1789 ([SC[TAV]SC]. VII).

Un distinto personaggio dichiarato avevasi di concorrere alla presente

vacanza del principato, ed i parenti ed amici di lui incominciato

avevano quello che i Veneziani modernamente chiamavano [I[broglio]I]

ed i Romani [I[ambito]I]: quando dallo spontaneo concorso e dal libero

voto degli elettori fu alla suprema dignità contro sua voglia

innalzato ai nove di marzo del 1789 Lodovico Manin, cavaliere e

procuratore di san Marco, e la sua elezione agli ordini de' cittadini

gratissima riusciva. Aveva egli più volte le suddite provincie

governato, molte importanti magistrature coperto, e varie

straordinarie deputazioni con sua lode sostenuto. Nel primo donativo

che a' nobili distribuire doveva, immaginossi di raffigurare il voto

libero de' cittadini, e nel diritto della prima Osella rappresentar

fece la Libertà che nella destra mano tiene il berretto ducale e nella

sinistra il codice delle leggi, e d'intorno le parole: [SC[EFFVLSIT.

ERGO. EFFVLGEAT.]SC], e nell'esergo [SC[LIBERTAS]SC]. Nel rovescio leggesi

la solita inscrizione: [SC[LUDOVICI. MANIN. PRINC. MVNVS. ANNO. I. 1789.]SC]

([I[lett]I]. a), inscrizione che ne' successivi anni è come di

consueto ripetuta, con quel solo cangiamento che nasce dalle cifre

degli anni. Il motto nel diritto di questa Osella, benché dal Doge

senza alcuna altra vista politica sia stato applicato se non se quella

di ricordare la sua elezione da ogni ambito libera, pure da alcuni

malevoli sinistramente interpretato venne, come se a quella epoca di

esterne politiche sommosse, il disordine e l'anarchia proclamar si

volesse; ma troppo conosciuto era il sentimento del Doge verso la

patria, e nota la propria virtù per potergli ragionevolmente alcuna

maliziosa interpretazione imputare. Nell'anno 1790 la veneziana

squadra i mari dell'oriente e del Mediterraneo scorreva per proteggere

il nazionale commercio, e tener chiusi i porti ai corsari della

Reggenza di Tunisi. Accadde più volte in quell'anno, che i legni

Barbareschi con quelli de' Veneziani s'incontrassero, ed in tali

occasioni i nostri sempre superiori rimanessero. A siffatti

avvenimenti alluder volle il Doge nella Osella del secondo anno, nella

quale una veneziana nave combatte un africano vascello con le parole:

[SC[AFRICIS. LEO. SAEVVS. IN. VNDIS.]SC], e sotto il nome del massaro [SC[M.

B.]SC], cioè Matteo Badoer ([I[lett]I]. b). Nel mentre che il reame di

Francia nell'anno 1791 in uno stato di confusione e anarchia

ritrovavasi, nella Veneziana Dominazione la tranquillità si godeva che

seco porta la concordia de' cittadini e la obbedienza alle leggi. A

questa interna pace ed al buon ordine, che il più grave contrapposto

formava di quello, è relativa la terza Osella di questo Doge.

Rappresenta essa la Repubblica seduta, coperta del ducale berretto,

tenendo nella destra mano lo scettro e distendendo la sinistra in atto

di favellare ai popoli, con ai piedi le insegne militari frammiste ai

rami d'ulivo, ed il libro dei Vangeli aperto col motto intorno:

[SC[CONCORDIA. CIVIVM. FELICITAS. REIPVBL.]SC], e nell'esergo il nome del

massaro, che era nell'anno antecedente Matteo Badoer [SC[M. B.]SC]

([I[linea]I] 2, [I[lett]I]. c). Lo spirito di propagare le sfrenate

dottrine del giorno condusse tutte le potenze ad invigilare, che

massime sì perniciose negli stati loro non s'introducessero. Il

Governo di Venezia non meno degli altri si mostrava intento alla

preservazione delle patrie leggi, ed a mantenere quella beata pace che

esso godeva. Egli è perciò che nella Osella del quarto anno il Doge

incider fece una donna sopra una rupe seduta su cui tiene con la

destra mano il libro delle leggi aperto e la penna, e nella sinistra

una lucerna accesa ed ai piedi una gru colla zampa destra elevata che

un sasso serra con le parole intorno: [SC[NOSTRA. IN. HAC. FELICITAS.]SC],

e sotto [SC[P. A. B.]SC], il nome del massaro Pietro Antonio Bembo

([I[lett]I]. d). Nel giugno dell'anno 1795 in una tartanella con

bandiera ottomana, che nel porto di Venezia entrata era, la pestilenza

scoperta si aveva, per cui dal provido Magistrato della sanità una

doppia quarantena e per l'equipaggio e pel carico si ordinava, e ciò

nell'isola di Poveglia, posta nelle lagune di Venezia, da questa

cinque miglia discosta. Tale fu la diligenza e le difese da quel

Magistrato impiegate, che la città da ogni pericolo preservata rimase.

Se ne resero allora le più solenni grazie all'Altissimo, e si

riconobbe la costante protezione della Vergine santissima a salvezza

di questa devota popolazione. Il Doge volle la memoria eternare di sì

segnalato benefizio, e fece imprimere nel donativo dell'anno quinto la

Vergine coronata di stelle sopra una nube discesa, che si frammette

tra ?l vascello e la città in atto di comandare al vascello di

fermarsi, ed ha intorno le parole: [SC[NEC. NVPER. DEFECI.]SC], e al

disotto il nome del massaro [SC[Z. A. B.]SC], Zuan Andrea Bonlini

([I[lett]I]. e). Sempre costante il Veneto Governo nel mantenere ne'

propri Stati la religione, unico e sicuro fondamento d'ogni ben

regolata società, il Doge volle che, quasi in conseguenza della

divozione verso la santissima Vergine nell'anno innanzi dimostrata,

nella sesta Osella la Repubblica si presentasse, che sopra un

basamento di colonna tiene colla destra mano la Croce e nella sinistra

lo specchio, sorgendo di terra il serpe, altro emblema della prudenza,

e in altra medaglia adoperato, il quale si avvolge al piedestallo, e

si avvicina alla mano che lo specchio ritiene, quasi facendo una sola

unione con tutto il soggetto. Le parole intorno assicurano esser

sempre la religione e la prudenza ne' suoi emblemi effigiate quelle

che il governo sorreggono: [SC[IN. VTRAQVE. SALVS.]SC] ([I[lett]I]. f). Fu

nell'anno 1795, che il Senato Veneto sulle proprie forze misurandosi e

dell'antica politica servendosi, si determinò di riconoscere il nuovo

sistema del Governo Francese, inviando un ministro a Parigi, e

l'inviato di quella nazione accogliendo, e sperò con questo atto di

pubblico riconoscimento di aversi assicurata la propria tranquillità,

e tolto ogni pretesto ad odii e rancori. Con questa speranza il Doge

prescelse a suggetto della settima Osella una nave in mezzo a mare

burrascoso, avendo sull'albero d'innanzi una colomba con ramo di

ulivo, ad un porto diretta: [SC[PAX. IN. VIRTVTE. TVA.]SC] ([I[lett]I].

g). L'ultima Osella del Doge Manin, ch'è pur l'ultima della serie,

ricorda l'affetto e la benivoglienza de' popoli verso il proprio

Governo in mezzo alla desolazione ed ai mali estremi sotto i quali

gemevano. Ottocento mila ducati d'argento, che corrispondono a tre

milioni e duecento mila franchi, il pubblico erario suffragarono,

oltre agl'imprestiti nuovamente aperti, ed ai balzelli e alle gravezze

che sui soli abitanti della capitale imposte furono. Queste spontanee

offerte nel diritto della Osella dell'anno ottavo si raffigurano in un

uomo genuflesso innanzi alla Repubblica, che in piedi accoglie molte

borse e sacca di denaro ai suoi piedi deposte, con la inscrizione

intorno: [SC[MATRI. AMANTI. AMANTES. FILII.]SC] e nell'esergo [SC[F. B.]SC],

che è Francesco Barbaro il massaro all'argento ([I[lett]I]. h).

Monumento eterno e glorioso alla memoria di quella Repubblica, che

dopo quattordici secoli a' 12 maggio 1797 all'urto cedette

degl'interni raggiratori da esterna forza sostenuti, confermando

sempre più il detto:

[I[ Cosa bella mortal passa e non dura.]I]

Chiudesi per tal modo la serie delle pubbliche medaglie dei Dogi col

nome distinte di [I[Oselle]I], nominate in tal guisa dalla loro

derivazione, e che per sentimento di patria affezione io mi aveva

proposto d'illustrare.

[Indice sommario]

[T0] INDICE DEI DOGI DALL'ANNO 1521 AL 1789.

[I[Antonio Grimani. ]I][SC[ANNO ]SC]1521

[I[Andrea Gritti. ]I]1523

[I[Pietro Lando. ]I]1538

[I[Francesco Donato. ]I]1545

[I[Marc'Antonio Trivigiano. ]I]1553

[I[Francesco Veniero. ]I]1554

[I[Lorenzo Priuli. ]I]1556

[I[Girolamo Priuli. ]I]1559

[I[Pietro Loredano. ]I]1568

[I[Alvise Mocenigo. ]I]1570

[I[Sebastiano Veniero. ]I]1576

[I[Nicolò da Ponte. ]I]1578

[I[Pasquale Cicogna. ]I]1585

[I[Marino Grimani. ]I]1595

[I[Leonardo Donato. ]I]1605

[I[Marc'Antonio Memmo. ]I]1612

[I[Giovanni Bembo. ]I]1615

[I[Nicolò Donato. ]I]1618

[I[Antonio Priuli. ]I]1618

[I[Francesco Contarini. ]I]1623

[I[Giovanni Cornaro. ]I]1625

[I[Nicolò Contarini. ]I]1630

[I[Francesco Erizzo. ]I]1631

[I[Francesco Molino. ]I]1646

[I[Carlo Contarini. ]I]1655

[I[Francesco Cornaro. ]I]1656

[I[Bertucci Valiero. ]I]1656

[I[Giovanni Pesaro. ]I]1658

[I[Domenico Contarini. ]I]1659

[I[Nicolò Sagredo. ]I]1675

[I[Alvise Contarini. ]I]1676

[I[Marc'Antonio Giustiniano. ]I]1684

[I[Francesco Morosini. ]I]1688

[I[Silvestro Valiero. ]I]1694

[I[Alvise Mocenigo. ]I]1700

[I[Giovanni Corner. ]I]1709

[I[Alvise Sebastiano Mocenigo. ]I]1722

[I[Carlo Ruzzini. ]I]1732

[I[Alvise Pisani. ]I]1735

[I[Pietro Grimani. ]I]1741

[I[Francesco Loredano. ]I]1751

[I[Marco Foscarini. ]I]1762

[I[Alvise Mocenigo. ]I]1763

[I[Paolo Renier. ]I]1779

[I[Lodovico Manin. ]I]1789

[SC[DOGARESSE DI CUI SI CONOSCONO LE OSELLE.]SC]

[I[Morosina Morosini Grimani.]I]

[I[Elisabetta Quirini Valiero.]I]

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 43 / 43 题