Carlo Ruzzini, Cavaliere e Procuratore di san Marco, già due volte
ricordato nel corso di queste illustrazioni, spiegò il suo concorso
alla ducal dignità in parità di meriti col Cavaliere e Procuratore
Alvise Pisani. Quantunque generalmente al popolo fosse più grato il
nome del Pisani, pure la scelta cadde sulla persona del Cavalier
Ruzzini il quale aveva coperte le primarie ambascerie presso le corti
de' principi stranieri. Tre anni egli sedette sul trono ducale, e di
tre Oselle fe' ai nobili regalo. Nella prima evvi sul rovescio il
Leone di fronte, alato, coronato e cinto del nimbo, tenendo fra le
zampe il libro degli Evangeli aperto, in cui sta scritto: [SC[PAX. T. M.
E. M.]SC] e nel contorno: [SC[IN. DIEBVS. EIVS. ABVNDANTIA. PACIS.]SC], e
sotto 1732. Nel diritto la inscrizione sormontata dal corno ducale:
[SC[CAROLI. RVZINI. PRINCIPIS. MVNVS. AN. I.]SC] ([I[lett]I]. a) è chiusa da
tre caducei, insegna di Mercurio il messaggiere di Giove, e da due
palme di ulivo, simboli della pace. Nei tre caducei si allude ai tre
congressi di Carlowitz, di Utrecht e di Passarowitz, nei quali egli
intervenne come plenipotenziario della Repubblica, ed alle paci ivi
firmate. L'impronta pure del rovescio rammenta egualmente i giorni di
pace goduti sotto questo doge dalla Repubblica. La seconda Osella
presenta nel diritto il Leone di profilo, alato, coronato e col nimbo
tenendo fra le zampe il libro aperto, ed ha intorno le parole:
[SC[CAROLI. RVZINI. PRINCIPIS. MVNVS.]SC], e sotto [SC[ANNO. II.]SC], e più
sotto ancora, [SC[B. Z.]SC] cioè Bartolomeo Zen massaro all'argento
([I[lett]I]. b). Nel rovescio poi evvi una urna di argento, che
contiene le ossa del santo Doge Pietro Orseolo, che fu uno de' primi
discepoli di san Romualdo Abate; furono queste reliquie in Venezia
mandate per donativo di Luigi XV di Francia dall'antica provincia
della Guascogna, e si conservano nel santuario della Patriarcale
Basilica. La inscrizione intorno a questo rovescio ci rende certi
della sua rappresentanza: [SC[OSSIBUVS. RECEPTIS. DIV. PETR. VRSEOLI.]SC], e
nell'esergo 1733. Abbiamo, intorno a questo doge, notizia, che in
occasione di queste reliquie il desiderio in lui svegliossi di
conoscere se nella sottoconfessione di san Marco il di lui corpo
depositato fosse. A questo oggetto si aprì, presso l'altare della
Madonna, e precisamente sotto que' gradini che dal presbiterio
conducono al piano della chiesa, un foro nel pavimento, e col mezzo di
una scala a mano discesero nella sottoconfessione, ma trovatavi
l'acqua a tale altezza, che convenne girare solamente sopra le
panchine di viva pietra, che contornano quel santuario, non riuscì al
Doge né agli altri che seco erano di nulla riconoscere. Ben più
fortunati di questo Doge siamo stati noi in questi anni, ne' quali,
superando la difficoltà dell'acqua, che si fece anche tutta uscire, ed
altri ostacoli, che vi si frapponevano, siamo giunti al felice
ritrovamento del corpo santissimo del protettore principale della
città san Marco, collocato appunto sotto la mensa del maggiore altare,
ed ora trasportato più alto nel corpo stesso dell'altar maggiore, come
si può riconoscere dalle memorie sul corpo di san Marco in allora
pubblicate. Nel terzo anno del doge Ruzzini fu riprodotto nel diritto
il conio dell'anno secondo con la variazione nelle parole, che sono
[SC[SANCTVS. MARCVS. VENETVS.]SC] e sotto [SC[Z. F.]SC], Zorzi Foscolo
massaro, e nel rovescio la sola inscrizione [SC[CAROLI. RVZINI. PRINCIPIS.
MVNVS. ANNO. III. MDCCXXXIV.]SC] rinchiusa da due rami di ulivo, che
sorreggono il berretto ducale ([I[lett]I]. c). Il doge Ruzzini morì
nel gennaio susseguente, dopo quattro soli giorni di malattia,
nell'età di anni ottantadue, avendo regnato due anni e sette mesi, e
fino agli ultimi momenti della sua vita diede continui saggi di quella
scienza ed erudizione, che possedeva, per cui fu considerato il più
dotto uomo della Repubblica, ed il più scienziato principe che allora
vivesse. Sotto questo Doge Ruzzini le Oselle incominciarono ad avere
il prezzo di lire tre e dieciotto soldi, prezzo legale, che fu sempre
continuato, quelle eccettuate che per particolari circostanze si
riconobbero rare, e furono stimate a prezzo di affetto.
[T1] ALVISE PISANI.