A. 1709 ([SC[TAV]SC]. IV).

Nella elezione del successore di lui lo stesso avvenimento accadde,

che in quella del Mocenigo avvenuto era. Disputavansi tra di loro

della ducale corona i due Procuratori di san Marco, Alvise Pisani ed

Angelo Diedo; quest'ultimo avea ambita la dignità ducale anche nella

elezione del Mocenigo, e tale era la forza e la parità de' meriti ne'

concorrenti, che unire non poté alcuno di loro in favor proprio il

numero de' voti necessario per la elezione. In tanta ambiguità di

cose, i due partiti di eleggere convennero Giovanni Corner Senatore

distinto per le doti dell'animo e per gl'impieghi sostenuti in patria

e fuori. Non volle però egli ricordare alcun fatto nelle Oselle a'

nobili distribuite nei tredici anni del suo principato. Tre sole di

queste si riportano dei primi tre anni, non già perché queste ad alcun

fatto alluder possano, ma perciocché l'impronta nel diritto di esse è

in qualche parte variata, e le altre poi si tralasciano che il conio

del secondo anno ripetono, cangiando solo le cifre degli anni ed i

nomi dei massari di Zecca, ed omettendo la data della edificazione di

Venezia. La prima adunque nel suo diritto rappresenta san Marco che,

benedicendo il Doge, dello stendardo il presenta, e dietro la cattedra

del Santo evvi il Leone alato che riposa, e nel contorno: [SC[S. M. V.

IOAN. CORNELIO. D.]SC], e nell'esergo [SC[L. M.]SC], il nome cioè di

Lorenzo Marcello massaro di Zecca all'argento. Nel rovescio poi la

sola inscrizione si legge: [SC[IOANNIS. CORNELII. PRINCIPIS. MVNVS. AN.

I.]SC], e intorno: [SC[SALVTIS. ANNO. MDCCIX. ET. AB. VRBE. CONDITA. MCCXIC.]SC]

([I[lett]I]. a). Nella seconda evvi nel diritto il simbolo di san

Marco, cioè il Leone veduto di prospetto, alato e coronato col nimbo,

ed avente tra le zampe il libro ed intorno le parole: [SC[S. MARCVS.

VENETVS.]SC], e nell'esergo il nome del massaro [SC[M. A. B.]SC]

Marc'Antonio Bon ([I[lin]I]. 4, [I[lett]I]. b), conservandosi nel

rovescio la stessa inscrizione della prima con le variate cifre degli

anni. La terza Osella presenta nel suo diritto il Leone alato e

coronato col nimbo, ma posto di profilo, con guardatura feroce, col

libro aperto fra le zampe, e quasi a custodia di un forte, ed intorno

ha [SC[S. MARCVS. VEN.]SC], e nell'esergo [SC[Z. B. V.]SC], cioè Zuan-

Bartolomeo Vitturi, e l'anno 1711. Nel rovescio poi le parole della

prima inscrizione in carattere maiuscolo, e senza data della

edificazione della città ([I[lett]I]. c). Dopo il terzo anno si

riprese il conio del secondo, con la sola variazione, che nel quarto e

nel quinto anno il libro sopra cui poggiano le zampe del Leone vedesi

aperto, mentre negli anni successivi si tenne chiuso. Una breve

osservazione richiama la Osella di questo Doge, nella quale per la

prima volta, dietro la cattedra del Santo, il di lui simbolo si

osserva, mentre in tutte le altre Oselle il solo nome inscritto

intorno alla figura era sufficiente a dinotarlo. Che poi dopo il

quinto anno il libro de' Vangeli chiuso si tenesse, ne fu cagione

l'essere stata la Repubblica improvvisamente attaccata nell'anno 1714

dalle armi ottomane, le quali ripresero il Regno della Morea in gran

parte per i tradimenti di que' Greci medesimi i quali avevano poco

innanzi al suo acquisto contribuito, ed ora, per desiderio di novità,

amavano di vivere piuttosto sotto il dominio dei Turchi, che sotto

quello dei Veneziani. Seguì però la pace col Turco nell'anno 1720, non

lieta per i Veneziani, avendo per lei perduto la Morea, nobile

conquista di Francesco Morosini, e quanto era loro rimasto nell'isola

di Candia; ma il Doge continuò tuttavia fino nell'ultimo suo donativo

a conservare l'antica impronta, morto essendo nell'agosto dell'anno

1722. Le memorie di Zecca non fanno parola del prezzo delle Oselle

dopo il Doge Nicolò Sagredo all'anno 1675, e solo nell'anno 1718 le

veggo portate al prezzo di tre lire e soldi tredici.

[T1] ALVISE SEBASTIANO MOCENIGO.

A. 1722 (Tav. IV e V).

La patria, alternando i premii verso que' cittadini che di lei

benemeriti erano per i prestati servigi, non dimenticò di premiare

eziandio Alvise Sebastiano Mocenigo [I[da san Samuele]I], il quale per

quattro volte sostenne il carico di provveditore generale, e diede

prove di zelo e di amore verso la patria nelle spinose emergenze del

Levante e della Dalmazia. Questi al primo scrutinio fu eletto Doge. In

tutte le Oselle da lui a' nobili regalate riprese nel diritto la

solita impronta del santo Evangelista che dà al Doge in ginocchio con

lo stendardo la benedizione, ed ha intorno il motto: [SC[S. M. V.

ALOYSIVS. MOCENIGO. D. ANN. I.]SC] e successivi. Nei rovesci però variò in

tutti gli anni il conio. Nel primo vedesi il Doge seduto con la destra

distesa ad un arbusto di rose, ed il bastone del comando nella

sinistra, col Leone alato che dietro lui riposa, e al disopra una nube

con le parole: [SC[FVLCITE. ME. FLORIBVS.]SC], e sotto 1722. Questo

rovescio è tutto allusivo alla persona del Doge, il quale, stendendo

la destra ad un arbusto di rose, divisa della famiglia Mocenigo,

ricorda quanti ne uscirono fregiati della stessa corona. Nel bastone

rammenta i molti comandi da lui sostenuti, nel Leone che riposa, la

pace di cui la Repubblica allora godeva, e infine nella nuvoletta,

l'aiuto celeste ([I[lett]I]. a). La pietà e la religione del Doge

fulgida risplende nel rovescio della seconda Osella, nel quale

imprimere fece la Vergine fra le nuvole contornata di stelle, che

apparisce al Doge ginocchioni, il quale ha la corona in capo ed il

bastone generalizio nella sinistra con ai suoi piedi il Leone che

riposa, ed il berretto ducale sul suolo e la inscrizione: [SC[DOMIN.

REGIT. ME. ET. NIH. MIHI. DEERIT.]SC], e sotto 1723 ([I[lett]I]. b). Niun

pubblico avvenimento essendo in questo anno accaduto, a cui possa il

rovescio applicarsi, conghietturare si deve ch'esso immaginato siasi

per ricordare la protezione della Vergine a questo Doge accordata,

tanto in mezzo ai pericoli della guerra, che nella sua elevazione alla

ducal dignità; e siccome nell'anno primo gli onori alla sua famiglia

accordati rammenta, così nel secondo anno con sentimento di pietà e di

religione la particolare sua divozione verso la Vergine santa

dimostra. Altre volte si è veduto nel corso di queste illustrazioni, e

lo vedremo ancora in appresso, e la particolare protezione della

Vergine, e la religiosa divozione dei Dogi verso di lei. Alla memoria

de' pubblici eventi ed alla felicità degli Stati sono rivolti i

pensieri del Doge nelle seguenti Oselle, nelle quali i provvedimenti

del Veneziano Senato si offrono. La prudenza e la saviezza di questo

si riscontra, all'anno 1724, nel sostenere i propri diritti,

resistendo alle pretensioni de' ministri stranieri, i quali non

volevano alle leggi doganali assoggettarsi, e fece loro deporre ogni

ridicola pretesa. A questa condotta ferma e prudente, ch'era giunta

fino a risvegliare il mal umore nelle corti di Francia e di Spagna,

allude il rovescio della terza Osella, nella quale sur un trono di

alcuni gradini elevato siede la Giustizia con la spada sguainata nella

destra, e con la bilancia in bilico nella sinistra, vedendosi alla sua

destra la piazzetta di S. Marco, che in quell'anno fu anche con

magnifica instaurazione di nuovo lastricata, ed ha intorno il motto:

[SC[MELIOR. EST. SAPIENTIA. QVAM. VIRES.]SC], e sotto 1724 ([I[lett]I]. c).

Decretato dal Veneto Senato nell'anno 1724 un taglio da farsi in volta

di san Pietro alla Tor Nuova su l'Adige, nella fissata regolazione di

quel fiume, dietro le opinioni e gli studii del celeberrimo matematico

della Repubblica il professore Bernardino Zendrini (le cui opere

furono non ha guari per cura di un nipote suo rese di pubblico

diritto), a questa importante idraulica operazione, che fu ferace di

prodigiosi effetti a salvezza delle Provincie di Padova e di Rovigo,

ed a molte altre provvidenze prese in materia di acque nelle lagune e

nei fiumi, alluder volle il Doge col rovescio della quarta Osella,

nella quale si vede una donna regale seduta sul trono a più gradini

elevato in mezzo alle acque, col Leone alla sinistra, sparse

veggendosi alcune barche veleggianti con la epigrafe intorno:

[SC[FLVMINIS. IMPETUS. LAETIFICAT. CIVITATEM.]SC], e sotto 1725 ([I[lett]I].

d). La politica del Veneziano Senato temendo, dopo la morte del Czar

Pietro il Grande di Moscovia, che della Repubblica alleato era, che i

Turchi, male verso di essa intenzionati, nuovamente la guerra

rompessero, giudicò necessario di tenere in pronto un determinato

numero di navi per proteggere i proprii sudditi nel commercio loro e

nella navigazione, e porre un qualche freno alla ottomana potenza. A

tale oggetto, dietro alle operazioni nelle lagune nell'anno innanzi

verificate, nel canale della Giudecca tali escavazioni si fecero,

affinché le pubbliche navi ivi all'àncora custodire si potessero ed a

più gloriose operazioni sempre atte e pronte si tenessero; ed ecco che

nel rovescio della quinta Osella una nave si vede armata in corso, che

alcuni mercantili bastimenti protegge, colle parole: [SC[IN. CVSTOD.

ILLIS. RETRIB. MVLTA.]SC], e sotto 1726. ([I[lett]I]. e). II rovescio

dell'anno sesto mostra impresso il Bucintoro accompagnato da più

barchette, ed illuminato dal bel sole di maggio, diretto alla consueta

annuale funzione delle sponsalizie del mare, avendo le ducali insegne

sulla prora e nello intorno le parole: [SC[NON. EST. INVEN. SIMILIS.

ILLI.]SC], e sotto 1727. ([I[lett]I]. f). In quell'anno appunto fu

rinovato il Bucintoro con le antiche forme, ma reso vago da scolture e

dorature bellissime, d'invenzione di Antonio Corradini, scultore

celeberrimo di quei giorni; di questo legno evvi una descrizione

particolareggiata nell'opuscolo di Anton Maria Lucchini intitolato:

[I[La Nuova Reggia sulle acque]I], e desso nell'anno 1797 dalla rabbia

distruggitrice di allora fu solennemente abbruciato. Vegliando il

Governo con attenta cura e validissima sollecitudine alla

preservazione della pace nelle proprie provincie, nel tempo medesimo

che allestire faceva le milizie, anche le navi riordinava per

proteggere con efficacia i suoi sudditi. Per tale pubblica vigilanza

fu coniato il rovescio della settima Osella, il quale presenta la Pace

con l'ulivo nella destra ed il cornucopia nella sinistra, accompagnata

da una schiera di soldati e da una squadra di navi armate con la

epigrafe: [SC[IN. VIRTVTE. ET. ABVNDANTIA. PAX.]SC] e nell'esergo 1728

([I[lett]I]. g). Il rovescio della ottava Osella rappresenta

l'agricoltura con la spica di grano nella destra ed il cornucopia

nella sinistra innanzi ad una Donna regale, che seduta tiene nella

diritta lo scettro, ed un ramo di rose nella sinistra, ed ha a' suoi

piedi il Leone. Questo è il simbolo della fertilità di quell'anno,

che, secondo antichi registri, fu ferace di granaglie di ogni genere.

Anche l'abate Toaldo, pubblico professore di astronomia nella

Università di Padova, riportando un suo ciclo lunare relativo a

quell'anno, asserisce che anche la vendemmia riuscì la più abbondante

che fosse mai a memoria di uomini. A ciò allude pure la inscrizione:

[SC[PLENO. TIBI. COPIA. CORNU.]SC] e nello esergo 1729. ([I[lett]I]. h). Un

ragguardevole cittadino, che per la Repubblica ambasciatore presso

l'imperatore trovavasi, e che sul finire di quell'ambasciata alla

Porta Ottomana nello stesso posto era stato prescelto, aveva con la

sua condotta esposto il proprio credito a disonorevoli emergenze.

Ritornato da quella prima ambasceria, i mobili ed effetti di lui sulla

pubblica nave caricavansi per la nuova destinazione, quando per

commissione dell'ambasciatore cesareo residente in Venezia, da un

pubblico commendadore od usciere, suggellaronsi e si sequestrarono.

L'occhio vigile ed attento del Governo consigliò l'eletto Bailo

d'implorare la sua dispensa, che fu accolta, ed altro in suo luogo

sostituito. Questa misura d'interna governativa politica, che dimostra

la diligenza del Governo nel ritenere i proprii cittadini nella

moderazione appoggiata alle antiche discipline, diede argomento al

rovescio della nona Osella di questo Doge. Figura infatti in essa la

Giustizia in piedi con la spada vibrata e la bilancia in bilico,

avendo ai suoi piedi il Leone, ed al destro lato un ramo di rose che

dalla terra spunta, con le parole: [SC[DISCIPLINA. MAIORUM. REMPUBLICAM.

TENET.]SC], e sotto 1730 ([I[lett]I]. i). Cadendo nell'anno 1731 il

centesimo anno da che la città di Venezia fu dalla pestilenza per

intercessione della Vergine liberata, un solenne triduo di pubbliche

rogazioni decretato si aveva, nel quale il Doge con l'accompagnamento

del Senato a piedi si portasse alla visita del sacro tempio della

Salute per voto innalzato. A commemorare questa festività secolare, il

Doge coniar fece nel rovescio della decima Osella la immagine stessa

della Vergine, che con somma venerazione nella cattedrale di Candia

custodita un tempo tenevasi, e che, trasferita dopo la perdita di

quell'isola in Venezia, fu per ordine pubblico al maggior altare di

quel tempio collocata. Il motto intorno: [SC[AB. IPSA. SALVS.]SC], e

sotto 1731 ([I[lett]I]. l) ne assicura l'oggetto. Questa secolare

festività con mirabile concorso di popolo nell'anno 1830 celebrossi,

ricordando il giorno del voto, piuttosto che quello della liberazione

del flagello, come aveasi nella prima centuria accostumato.

Fu desso l'ultimo donativo del Doge Alvise Sebastiano Mocenigo, il

quale morì a' 21 di maggio 1732, dopo aver seduto sul trono ducale

nove anni e nove mesi, ed alla patria per legato lasciò le sue armi e

i trofei di guerra, nonché due bellissimi Leoni di marmo rosso greco,

che adornano attualmente la picciola piazzetta ai fianchi della

Patriarcale Basilica, chiamata appunto la piazza dei Leoni. Anche il

fu Domenico Pasqualigo, patrizio veneto, e raccoglitore di medaglie e

monete, nella sua Notizia generale-storica della sedia ducale vacante

per la morte di Luigi Sebastiano Mocenigo, ne illustra le Oselle, e

non v'ho rinvenuto che alcune trasportazioni dall'uno all'altro anno,

che possono essere equivoci presi nel momento di dettarle.

[T1] CARLO RUZZINI.

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 36 / 43 题