Alla morte di questo fra quattro concorrenti la fortuna piegato aveva
a favore di Giovanni Sagredo, al precedente Doge figliuolo, autore
della storia de' Monarchi Ottomani, e quegli che nel Consiglio
Maggiore aveva la difesa assunta del generalissimo Francesco Morosini
contro le accuse dategli da Antonio Corraro. Udito però improvviso
tumulto nel popolo, che esclamava di non voler Doge il Sagredo,
temendolo forse della rigidezza dei costumi paterni, e non già per la
ridicola cagione riportata dal signor Daru, il Maggior Consiglio, non
approvando i quarantuno elettori già nominati, tolse l'occasione al
pubblico scandalo, ed in suo luogo fu eletto Alvise Contarini da san
Francesco della Vigna, del quale poteasi dire con egual ragione ciò
che aveasi detto del suo antecessore. Egli rimase otto anni principe,
e nelle sue Oselle non volle che cosa alcuna si esprimesse relativa ai
passati o presenti avvenimenti; ed ordinando la consueta impronta nel
diritto col santo Marco seduto che consegna al Doge genuflesso il
patrio vessillo, con le parole: [SC[S. M. V. ALOYSIVS. CON. D.]SC], e
nell'esergo [SC[A. Z.]SC], Agostino Zolio, che in ciascun anno varia,
volle nel rovescio la sola epigrafe: [SC[ALOYSII. CONTARENO. PRINCIPIS.
MVNVS. ANNO. I.]SC] e susseguenti, e nel contorno: [SC[SALVT. AN. 1676. ET.
AB. VRBE. CONDITA. 1256]SC].
[T1] MARC'ANTONIO GIUSTINIANO.