A. 1675 ([SC[TAV]SC]. III).

Il successore di lui fu Nicolò Sagredo, eletto nel gennaro dell'anno

1675, il quale nelle più distinte interne magistrature e nelle

ambascerie più cospicue dimostrata aveva tale eguaglianza di carattere

da rendersi bene affetti i popoli che governava, ed i principi presso

i quali la pubblica rappresentanza sosteneva. Giunse egli all'apice

del Governo coi lunghissimi passi del merito, e non coi voti

favorevoli della fortuna e dell'ambito, e fra le altre sue prerogative

aveva conservata l'antica frugalità, abborrendo il delicato costume

delle nuove invenzioni fatalmente introdotte a snervare gli animi, ed

a far vacillare la costanza degli antichi consigli. Restituita la pace

della Repubblica, usar seppe della propria moderazione per

rattemperare i mali dei popoli, a cagione della guerra sofferti, e

ricondurre giorni tranquilli e sereni. A ciò precipuamente alluder

volle conservando nel diritto il tipo di san Marco seduto, che al Doge

genuflesso lo stendardo della Repubblica consegna, dandogli la sua

benedizione con le parole: [SC[S. M. V. NICOLA. SAGREDO. D.]SC], e

nell'esergo [SC[G. D.]SC], cioè Giulio Donà massaro; nel rovescio poi

collocar fece la fascia zodiacale con li tre segni della Vergine,

della Libbra e dello Scorpione, ed un Cielo stellato sopra una parte

del globo terracqueo, e la epigrafe intorno: [SC[ÆQVA. TEMPERAT.

ARTE.]SC], e sotto [SC[ANNO. I.]SC] Un solo anno visse questo Doge sulla

ducale sede, e nell'agosto dell'anno 1676 chiuse in pace i suoi

giorni.

[T1] ALVISE CONTARINI.

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 31 / 43 题