A. 1659 ([SC[TAV.]SC] III).

Succedette a questo nel giorno sedici d'ottobre di quell'anno Domenico

Contarini di san Benedetto, il quale, ornato di tutte le virtù civili

e morali, tanto più parve degno del grado, quanto che in ricusarlo

impiegò tutte le arti che dagli altri soleansi praticare per

ottenerlo, onde, tratto a forza dalla quiete domestica e dall'ozio

modesto in cui fuori della città si trovava, fu portato al trono con

l'applauso che giustamente accompagna coloro che meritano più ed

ambiscono meno le porpore ed i diademi. Nei sedici anni del suo

principato tre volte cangiò il conio dei rovesci nelle sue Oselle,

conservando sempre nel diritto il santo Marco seduto che dà al Doge in

ginocchio con la benedizione lo stendardo della Repubblica con le

parole: [SC[S. M. VEN. DOMIN. CONTAR. D.]SC], e nell'esergo [SC[M. A.

S.]SC], cioè Marco Aurelio Soranzo massaro. Negli anni primo, secondo,

quarto, quinto, sesto, settimo ed ottavo, il rovescio rappresenta la

Giustizia con la spada e la bilancia nelle mani, seduta in mezzo a due

leoni. Sorge alla destra di lei un ramo di ulivo con le parole:

[SC[OPVS. JVSTITIÆ. PAX.]SC], e sotto [SC[ANNO. I.]SC] ([I[lin.]I] 2,

[I[lett.]I] a). Nell'anno terzo una Vittoria alata, che, tenendo con

la sinistra la palma, riceve un ramo di giglio dalla Pace, la quale ne

ha essa stessa uno nella sinistra. Si legge nel contorno: [SC[VOLVNT.

HOC. PIGNORE. IVNGI.]SC], e sotto [SC[A. III.]SC] ([I[lin]I]. 3,

[I[lett]I]. b). Negli anni nono e decimo, nel centro di una stella

radiante, evvi la Vergine col Bambino in braccio, e la epigrafe

intorno: [SC[SIT. TVTA. HOC. SIDERE. CRETA.]SC], e sotto [SC[ANNO. VIIII.]SC]

([I[lett]I]. c). Ripigliasi poi nell'undecimo anno fino al sedicesimo

il conio della Giustizia, come nell'anno primo. Tutte tre queste

impronte sono relative alla feroce guerra di Candia dalla costanza

della Repubblica per ventiquattro anni sostenuta, nella quale epoca i

Veneziani apertamente dichiararono di non voler entrare in alcuna

negoziazione di pace col Turco, se le condizioni di questa basate non

fossero sulla giustizia e sulla equità. Ne' primi anni adunque il Doge

a questo principio della pubblica politica alludere volle. Nel terzo

anno poi del suo principato, avendo la Repubblica stretta l'alleanza

con Luigi XIV re di Francia, il quale aveva un soccorso promesso,

nella Osella di quell'anno coniar fece una Vittoria che con la Pace

stringe un ramo di giglio, ch' è la divisa di Francia, affine di far

conoscere che la Repubblica su questa alleanza fondavasi per ottenere

una pace durevole ed onorata. Negli anni poi nono e decimo, vedendo

che le armi francesi abbandonata aveano la difesa di Candia, e nulla

più sperando nell'umano soccorso, all'assistenza divina ed alla

Vergine e madre si rivolge, quell'isola raccomandando, che più non

poteva da forza umana essere sostenuta. Succedette finalmente nel 1669

la pace con la Porta Ottomana, ed ottenute per quanto si poterono

onorevoli condizioni, chiuse il Doge gli ultimi anni del suo ducato

con la prima impronta delle sue Oselle. Il valore delle Oselle di

questo Doge fu portato alle lire tre e due soldi.

[T1] NICOLÒ SAGREDO.

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 30 / 43 题