Se il Doge Valiero, nelle due Oselle sotto il suo principato coniate,
l'Aquila ed il Dragone raffigurar volle per rammemorare l'ostinata
guerra della Repubblica contro il Turco, il successore di lui, che fu
Giovanni Pesaro, alla suprema dignità eletto nel maggio del 1658,
nelle medaglie sue ritenne nel diritto la consueta impronta del santo
Evangelista seduto, il quale al Doge a' suoi piedi lo stendardo della
patria consegna, con la epigrafe intorno: [SC[S. M. VEN. IOANNES. PISAVRO.
D.]SC], e nell'esergo [SC[N. C]SC]., Nicolò Contarini massaro, e nel
rovescio presentò la figura della Religione con l'incensiere nella
sinistra, e la croce nella diritta in faccia alla Costanza galeata con
l'asta a terra, ed il motto intorno: [SC[RELIGIONE. ET. CONSTANTIA. ANNO.
I]SC]. Questo principe, dopo aver coperto più volte le principali
cariche civili e militari, sostenuto aveva nel Senato il partito di
continuare la guerra contro il Turco, per cui prestò al pubblico
erario la somma di seimila ducati, opponendosi alla proposizione di
pace, ch'era stata fatta con la cessione dell'isola di Candia.
Favoriva pur anche la parte di rimettere nella pubblica grazia i PP.
Gesuiti, ch'erano stati dai pubblici Stati licenziati, con la speranza
che il Pontefice sovvenimenti e soccorsi per sì dura guerra
accordasse. Quindi dimostrar volle che nella religione e nella
costanza la Repubblica ogni sua fiducia appoggiare doveva. Un anno
solo su la sede ducale questo principe rimase, il quale morto nel
primo dì d'ottobre del 1659, ebbe da' suoi nepoti nella chiesa de'
Frati Minori nel magnifico mausoleo una onorevole sepoltura.
[T1] DOMENICO CONTARINI.