A. 1631 ([SC[TAV]SC]. II).

Nel duolo della capitale per la perdita del suo capo fu di sommo

conforto la elezione del Doge Francesco Erizzo, che il generalato di

terra gloriosamente sosteneva, allorché nella Italia la guerra di

Mantova tuttora infieriva. Nell'annuo regalo ai nobili offerto cangiò

intieramente i consueti tipi, sostituendo ad essi, nel diritto, un

Leone alato rampante, che fra le zampe d'innanzi uno scudo rinserra;

sul quale sta scritto [SC[FRANCIS. ERICIO. V. D. MVNVS. ANNO. I]SC]., e sotto

[SC[L. F.]SC], cioè il nome del massaro Luca Falier, nome che in

alcun'altra collezione è variato. Nel rovescio un'alta palma si vede,

sulla cima della quale la Vergine col divin Bambino in grembo riposa,

ed a' lati due venti soffiano fra le nuvole dissipandole, ed ha

intorno il motto [SC[DEDI. SVAVITATEM. ODORIS]SC]. In tutte le quindici

Oselle che abbiamo di questo Doge la stessa impronta ed inscrizione

conservasi. Non meno religioso e devoto verso la protettrice del

Veneto Governo, la serenità nell'aria e la salute a que' giorni

restituita rammentando, alla gloriosa Vergine tutto il merito ne

assegna, prendendo dall'ecclesiastico al cap. 24 la immagine della

palma, la quale con la soavità della sua fragranza, in mezzo alle

tribolazioni, la umana debolezza conforta e rinfranca. Il valore di

queste Oselle conservando la stessa lega, il peso e il fino delle

altre antecedenti, fu portato a lire due e soldi quindici.

La serenità e la tranquillità del principato di Francesco Erizzo negli

ultimi anni da Ibrahim signore de' Turchi disturbata venne, il quale,

sotto l'apparenza di vendicare l'insulto fatto ai galeoni turcheschi

dalle galere della Religione di Malta, i quali con l'annua carovana da

Costantinopoli al Cairo passavano, mise insieme un potentissimo

esercito ed una numerosa flotta, incerto mostrandosi a danno di quali

cristiane provincie rivolgere le prore dovesse. La isola di Candia era

stata sempre dai Turchi con avidità desiderata, e vêr essa di fatto le

armi turchesche si diressero, l'assedio alla Canea ponendo. Occupata

questa città, e giuntone a Venezia l'infausto annunzio, ondeggiava il

Senato sulla scelta del capitano generale da spedirsi con l'armata

nell'isola. Lo stesso Principe Erizzo si offrì di esporre se medesimo

nella ottuagenaria sua età a nuovi pericoli per la patria; ma nel

mentre che alla partenza allestivasi, oppresso dagli anni e

dall'agitazione della impresa, morì nel cadere dell'anno 1645.

[T1] FRANCESCO MOLINO.

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 24 / 43 题