Nel duolo della capitale per la perdita del suo capo fu di sommo
conforto la elezione del Doge Francesco Erizzo, che il generalato di
terra gloriosamente sosteneva, allorché nella Italia la guerra di
Mantova tuttora infieriva. Nell'annuo regalo ai nobili offerto cangiò
intieramente i consueti tipi, sostituendo ad essi, nel diritto, un
Leone alato rampante, che fra le zampe d'innanzi uno scudo rinserra;
sul quale sta scritto [SC[FRANCIS. ERICIO. V. D. MVNVS. ANNO. I]SC]., e sotto
[SC[L. F.]SC], cioè il nome del massaro Luca Falier, nome che in
alcun'altra collezione è variato. Nel rovescio un'alta palma si vede,
sulla cima della quale la Vergine col divin Bambino in grembo riposa,
ed a' lati due venti soffiano fra le nuvole dissipandole, ed ha
intorno il motto [SC[DEDI. SVAVITATEM. ODORIS]SC]. In tutte le quindici
Oselle che abbiamo di questo Doge la stessa impronta ed inscrizione
conservasi. Non meno religioso e devoto verso la protettrice del
Veneto Governo, la serenità nell'aria e la salute a que' giorni
restituita rammentando, alla gloriosa Vergine tutto il merito ne
assegna, prendendo dall'ecclesiastico al cap. 24 la immagine della
palma, la quale con la soavità della sua fragranza, in mezzo alle
tribolazioni, la umana debolezza conforta e rinfranca. Il valore di
queste Oselle conservando la stessa lega, il peso e il fino delle
altre antecedenti, fu portato a lire due e soldi quindici.
La serenità e la tranquillità del principato di Francesco Erizzo negli
ultimi anni da Ibrahim signore de' Turchi disturbata venne, il quale,
sotto l'apparenza di vendicare l'insulto fatto ai galeoni turcheschi
dalle galere della Religione di Malta, i quali con l'annua carovana da
Costantinopoli al Cairo passavano, mise insieme un potentissimo
esercito ed una numerosa flotta, incerto mostrandosi a danno di quali
cristiane provincie rivolgere le prore dovesse. La isola di Candia era
stata sempre dai Turchi con avidità desiderata, e vêr essa di fatto le
armi turchesche si diressero, l'assedio alla Canea ponendo. Occupata
questa città, e giuntone a Venezia l'infausto annunzio, ondeggiava il
Senato sulla scelta del capitano generale da spedirsi con l'armata
nell'isola. Lo stesso Principe Erizzo si offrì di esporre se medesimo
nella ottuagenaria sua età a nuovi pericoli per la patria; ma nel
mentre che alla partenza allestivasi, oppresso dagli anni e
dall'agitazione della impresa, morì nel cadere dell'anno 1645.
[T1] FRANCESCO MOLINO.