A. 1630 ([SC[TAV]SC]. II).

Se la pietà e la religione del Doge Cornaro in particolar modo si

distinsero nel rendere pubblica e solenne testimonianza della

divozione sua verso le sacrosante reliquie da lui rinvenute; niente

meno il successore di lui Nicolò Contarini volle, nella sola Osella

sotto il suo principato coniata, rendere perenne e pubblica la memoria

della divozione del Governo verso la santissima Vergine dimostrata.

Introdottasi negli Stati Italiani la pestilenza nell'anno 1630, per la

discesa di truppe straniere, che la guerra ruppero al duca di Mantova,

dai Francesi e dai Veneziani sostenuto e soccorso, inferociva essa

estremamente nel Milanese e nello stato di Venezia, e già più di

sessantamila persone in questa capitale miseramente perite erano e più

di cinquecentomila nelle Venete Provincie. Nessuno umano rimedio

potendo la maligna influenza superare, il Senato decretò che un

magnifico tempio sotto il patrocinio di nostra Signora della Salute

edificato fosse; che una ricca lampada d'oro alla santissima Casa di

Loreto si trasmettesse; e che la canonizzazione del primo Patriarca di

Venezia, il beato Lorenzo Giustiniano, appresso il Pontefice si

sollecitasse. Verificatosi appena il voto del tempio verso la fine

dell'anno stesso, placata l'ira celeste con pubbliche e private

preghiere, con elemosine e con digiuni, ed alquanto il flagello

rimesso, fu con grande solennità pubblicata libera la città dal

contagioso morbo. Sì fausto avvenimento si vede rammentato nella

Osella di questo Doge, la quale conservando nel diritto l'antico tipo

di san Marco, che benedicendo il Doge in ginocchio gli consegna il

pubblico stendardo con le parole: [SC[S. M. VEN. NICOL. CONT. DVX.]SC], e

sotto [SC[V. M.]SC], cioè Urbano Malipiero, il massaro all'argento, nel

rovescio mostra il Doge genuflesso col berretto ducale deposto innanzi

ad un magnifico tempio, su la fronte esterna del quale posa la

santissima Vergine col divino Figliuolo in grembo, e nella periferia

leggonsi le parole del salmo quarto: [SC[IN. TRIBVLATIONE. DILATASTI.

MIHI.]SC], e sotto [SC[ANNO. I]SC]. Questo voto solenne del Veneto

Governo, reso a tutta la città comune, ogni anno tuttavia commemorasi

nella stessa chiesa della Madonna della Salute nel dì della

Purificazione di Maria Vergine col divoto concorso di tutti gli

ordini. Alla celebrità e dottrina di questo Doge fan plauso ed elogio

tutti i nostri scrittori, fra i quali il Doge Marco Foscarini nella

sua Storia della letteratura veneziana, il quale lo ricorda come

autore d'una Veneta Istoria, in dieci libri compilata; ed abbiamo

prove ben sicure della estimazione ed amicizia ad esso lui dimostra

da' letterati uomini de' suoi giorni, fra i quali si annovera il

celebre fra Paolo Sarpi.

[T1] FRANCESCO ERIZZO.

Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle Edizione seconda con correzioni ed aggiunte · 第 23 / 43 题