Ad Antonio Priuli defunto, carico di anni e di meriti, fu Francesco
Contarini Cavaliere e Procuratore sostituito, insigne per i pubblici
impieghi e per le sostenute legazioni in quasi tutte le corti di
Europa, con tale integrità ed innocenza, che niente potevasi
condannare nelle azioni od accusare ne' costumi. Due sole furono le
Oselle coniate sotto questo Doge, il quale dal settembre 1623 fino al
dicembre 1624 sulla sede ducale sedette, e due donativi ai nobili
sotto il suo regime succedettero. Siccome però al di lui tempo niuno
importante avvenimento accadde, così le sue medaglie non ricordano
fatto alcuno di storia, ed in esse non vedesi impresso che il consueto
tipo nel diritto col san Marco, che al Doge genuflesso porge lo
stendardo della Repubblica con le parole [SC[S. M. VENETUS. FRANC.
CONTARENO.]SC] Il titolo [SC[DUX]SC] è in questa posto lunghesso l'asta,
la quale, più delle altre lunga, porta la banderuola nel circolo delle
parole, in ciò dalle altre tutte distinguendosi, che entro il primo
punteggiato circolo la ristringono. Il rovescio pure di questa non
offre nel campo che la solita leggenda: [SC[FRANC. CONTARENO. PRINCIPIS.
MUNUS. ANNO. I.]SC], e nel contorno [SC[SALUT. AN. 1623. ET. AB. URBE.
CONDITA. 1203]SC]. Questo doge viene dal Foscarini nella sua Letteratura
veneziana considerato come autore di un lungo trattato di storia in
latina lingua dettato, che narra le tre guerre che a' suoi giorni
ridotto avevano a mal partito l'imperio turchesco, il quale resistere
dovette alle armi dell'imperatore Rodolfo nell'Ungheria, a quelle de'
Persiani in Oriente, ed insieme alle civili rivoluzioni insorte nel
cuore dello stato. Di questa storia si conservano le copie manoscritte
in alcune librerie; leggendola però attentamente, conviene attribuirla
con più ragione ad Ottaviano Bon, che fu, com'egli medesimo accenna,
al Contarini successore nell'ambasciata di Costantinopoli, e che dallo
stesso Foscarini è additato come scrittore di storia.
[T1] GIOVANNI CORNARO.