Nel mese di gennaio dell'anno 1605 Leonardo Donato, Cavaliere e
Procuratore di san Marco, a Marin Grimani Doge succedette con applauso
del Senato e di tutto l'ordine patrizio, e con le acclamazioni di
tutta la città, il quale era puranche concorso, come si è veduto,
nella precedente vacanza. Questi, terminando la sua carriera mortale
nel mese di luglio dell'anno 1612, sei Oselle del suo nome fregiate di
coniare ordinò. Tutta la sua vita civile, della quale gli storici ci
assicurano, fa un tessuto di azioni sagge e prudenti. Insorte nel 1605
le controversie fra Paolo V sommo pontefice, e la Repubblica di
Venezia, era stato dal Senato eletto il Donato per ambasciatore alla
santa Sede ad oggetto di por termine ad ogni questione ed ottenere la
desiderata riconciliazione. La morte però del Grimani e la elezione di
lui in Doge rese di niun effetto la sua nomina all'ambasciata. Fermo
quindi nelle sue massime di moderazione, e condotto da rettitudine di
cuore, sui principii di quel Governo basando, del quale era il capo
divenuto, volle che nell'annuo suo dono un pubblico e perenne
monumento della sua felice disposizione rimanesse. Conservata la
consuetudine nei tipi delle annuali medaglie, vedesi sul diritto di
tutte sei san Marco seduto in atto di consegnare lo stendardo al Doge,
il quale inginocchiato nella sinistra mano il riceve, coperto il capo
con la ducale berretta, tenendo al petto la destra, e con la epigrafe
all'intorno [SC[S. M. VEN. LEONARDVS. DONAT. DVX]SC]., e nell'esergo le
sigle [SC[Z. P. S.]SC], che si spiegano Zuan-Pietro Sagredo massaro
all'argento, e che nelle altre susseguenti diversificano. Nel rovescio
di tutte sei l'Evangelista san Marco, seduto col Leone ai piedi, porge
con la destra mano la spada sguainata a Venezia, simboleggiata in una
donna che con la corona radiata in capo e genuflessa, nella sinistra
la riceve, tenendo nella destra la bilancia in bilico col motto
all'intorno [SC[RECTVM. IVDICIVM. DILIGAM.]SC], e nell'esergo [SC[ANNO.
I.]SC] e così successivamente. Questo doge dopo la sua morte molti
scritti lasciò relativi ai maneggi e alle negoziazioni da lui tenute
per la riconciliazione con la santa sede, e in questi preziosissimi
scritti tutta la delicatezza e la pietà di lui si riconosce.
[T1] MARC'ANTONIO MEMMO.