NOTE:

[255] Raynaldus, Annal. Ecclesiast.

[256] Ammirati, Istor. Fiorent.

[257] Diar. Roman., P. II, tom. 3 Rer. Ital.

[258] Raynaldus, Annal. Eccles.

[259] Infessura, Diar., P. II, tom. 3 Rer. Ital.

[260] Diar. Roman., P. II, tom. 3 Rer. Ital.

[261] Infessura, Diar., tom. 3 Rer. Ital. Panvin., Mariana, et alii.

[262] Guicciardini, Istoria d'Italia.

[263] Jacob. Philippus Bergomens., Hist. Giustiniani, Istoria di

Genova. Marian., Fazell, et alii.

Anno di CRISTO MCCCCXCIII. Indiz. XI.

ALESSANDRO VI papa 2.

MASSIMILIANO I re de' Rom. 1.

Dopo aver l'imperador _Federigo III_ per più di quarant'anni posseduta

l'imperial corona, senza ch'egli giovasse o nocesse all'Italia[265],

avendo unicamente atteso a guerreggiare in Ungheria, Boemia ed in altri

luoghi oltramontani, disse l'ultimo addio alla vita presente nel dì 19

venendo il dì 20 d'agosto, in età di ottant'anni: cosa in que' tempi

rara fra i principi. Suo figlio _Massimiliano I_, già re de' Romani,

succedette a lui nell'amministrazion dell'imperio. Fu egli il primo

ad intitolarsi _imperadore eletto de' Romani_, con essere poi andato

anche in disuso l'aggiunto di _eletto_ ne' tempi susseguenti. Cominciò

in quest'anno ad intorbidarsi il sereno dell'Italia. Gli ambiziosi

disegni di _Lodovico Sforza_, detto il Moro, quei furono che diedero

moto alle discordie, e poscia ad atrocissime guerre, che per anni

moltissimi lacerarono il seno di queste provincie. Era già pervenuto

ad età capace di governare i suoi popoli _Gian-Galeazzo Sforza_ duca

di Milano; pure continuava esso Lodovico suo zio paterno a fare il

reggente, e con apparente disposizione di non voler più deporre questa

autorità[266], dappoichè avea occupato i tesori della casa Sforza,

e in mano sua, cioè d'uffiziali suoi confidenti, stavano tutte le

fortezze del ducato di Milano. Non potè contenersi _Isabella_ moglie

di esso duca di portar delle querele di un tal trattamento ad _Alfonso

duca_ di Calabria suo padre[267], che se ne sdegnò forte, ed operò in

maniera che il re _Ferdinando_ suo padre spedì nell'anno precedente

una ambasciata a Lodovico per consigliarlo dolcemente a rilasciare il

governo al duca nipote. Lodovico, che non se ne sentiva voglia, ed era

per altro un finissimo dissimulatore, rimandò con risposte cortesi

l'ambasciatore; quindi, pieno di livore e di vendetta, si diede a

ruminar le maniere di abbattere il re Ferdinando, considerandolo per

signore possente ad ottener colla forza ciò che non si volea concedere

per amore. Il bel ripiego ch'egli prese fu quello d'invitar all'impresa

del regno di Napoli il giovine _Carlo VIII_ re di Francia, offerendosi

pronto a sovvenirlo con gente e danaro. La lettera scrittagli a questo

effetto da esso Lodovico vien rapportata dal Corio; e il conte _Carlo

di Belgioioso_, oratore di Lodovico in Francia, fu incaricato di

promuovere questa incumbenza. Opera eziandio fu del medesimo Sforza

che _papa Alessandro_ cominciasse di buon'ora ad attaccar liti col re

Ferdinando, con fargli credere che il re fomentasse _Virginio Orsino_,

contra del quale era in collera Alessandro, per aver egli senza

licenza pontificia comperato, siccome di sopra accennai, le castella di

_Franceschetto Cibò_.

In Roma il cardinale _Ascanio Sforza_, fratello di esso Lodovico,

siccome quegli che più degli altri avea procurato l'innalzamento del

papa, e n'avea avuto in ricompensa il grado di vicecancelliere, potea

molto in quella corte; e quegli era che attizzava il fuoco contra del

re Ferdinando. Condusse anche il papa a fare una lega particolare

col duca di Milano e co' Veneziani nel dì 21 d'aprile, la qual fu

poi solennemente pubblicata nella festa di san Marco[268], senza

che se ne facesse parola col suddetto Ferdinando e co' Fiorentini,

i quali si allarmarono non poco per questa diffidenza, quando essi

erano in lega collo stesso duca di Milano. Ma il solito di _Lodovico

Sforza_ era sempre di camminar con doppiezze. Cominciò egli inoltre

in questo medesimo anno a maneggiarsi con _Massimiliano Augusto_[269]

per ottenere il titolo e l'autorità di duca di Milano ad esclusion

del nipote. Eppure insieme trattò, anzi conchiuse il matrimonio di

_Bianca Maria Sforza_, sorella del vivente allora _Gian-Galeazzo

Maria_ duca di Milano, collo stesso _Massimiliano_; e lo sposalizio

fu poi solennemente celebrato in Milano nel dì primo di dicembre.

Ma intanto _papa Alessandro_ andava allestendo e ingrossando le sue

soldatesche con gelosia non poca del _re Ferdinando_. E perciocchè

una delle primarie applicazioni di esso pontefice sempre fu quella

dell'ingrandimento de' suoi figliuoli, in quest'anno gli riuscì di

maritar _Lucrezia_ sua figliuola con _Giovanni Sforza_ (e non già con

Alessandro, come ha l'Infessura) signore di Pesaro. Le nozze con gran

solennità, ma con poca onestà, furono celebrate nel pontificio palazzo

nel dì 12 di giugno del presente anno. Intanto il re Ferdinando,

vedendo quai nuvoli si alzassero contra del regno suo, a tutto potere

si studiò di placare, anzi di guadagnare papa Alessandro e Lodovico

il Moro. Fu adoperato _Ercole duca_ di Ferrara per rimuovere Lodovico

dalla pazza sua risoluzione di tirar l'armi franzesi in Italia, nè

egli ommise uffizio alcuno per ottener l'intento. Ma Lodovico, pien

di presunzione, mostrò ben nelle apparenze di cedere, ma diffatti si

ostinò nel proposito suo, e tanto più perchè nel dì 11 di ottobre,

col passare all'altra vita _Leonora duchessa_ di Ferrara, figliuola

del re Ferdinando, venne a mancare una principessa che avea non poca

autorità nel cuore di Lodovico, siccome suocera sua. Per conto del

papa, la maniera di fargli deporre l'avversion sua al re Ferdinando,

quella fu di promuovere gli avanzamenti di _Giuffrè_ figliuolo d'esso

pontefice. L'ambizioso papa, che desiderava di veder la sua prole

imparentata colla real casa d'Aragona, dimandò ed ottenne che una

figliuola bastarda di _Alfonso duca_ di Calabria, primogenito di

Ferdinando, fosse data in moglie ad esso Giuffrè[270]. Può essere che

questo trattato si conchiudesse solamente nell'anno seguente[271].

Oltre a ciò papa Alessandro, in una promozione che egli fece di

cardinali nel dì 20 di settembre, ornò della sacra porpora _Cesare_

suo figliuolo, che fu poi conosciuto sotto nome di _duca Valentino_,

il qual era o poi divenne un mostro d'iniquità: pure Alessandro gli

volle dar luogo nell'insigne ordine de' cardinali, quantunque molti di

loro il dissuadessero dal farlo, ed altri apertamente ripugnassero.

Furono in essa promozione compresi _Ippolito Estense_, figliuolo

del duca di Ferrara, ed _Alessandro Farnese_, che fu poi papa _Paolo

III_, a requisizione di Giulia la Bella, sorella oppur parente di esso

Alessandro, che in questi tempi era molto considerata in Roma.

Annali d'Italia, vol. 6 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 31 / 102 题