NOTE:

[98] Platina, Vita Sixti IV, P. II, tom. 3 Rer. Ital. Annal.

Foroliviens., tom. 20 Rer. Ital.

[99] Corio, Istor. di Milano.

[100] Platina, Vita Sixti IV.

[101] Volaterranus, lib. 22. Infessura, P. II, tom. 3 Rer. Ital.

[102] Corio, Istor. di Milano.

[103] Card. Papiensis, Epis. 548.

[104] Cronica di Ferrara, tom. 24 Rer. Ital.

[105] Sanuto, Istor. Venet., tom. 22 Rer. Ital.

[106] Corio, Ist. di Milano.

[107] Ammirati, Istor. di Firen., lib. 24. Annal. Placentini, tom. 20

Rer. Italic.

[108] Vita Sixti IV, P. II, tom. 3 Rer. Ital.

Anno di CRISTO MCCCCLXXV. Indiz. VIII.

SISTO IV papa 5.

FEDERIGO III imperadore 24.

L'anno presente fu anno di pace per l'Italia, e in Roma fu anno di

giubileo[110]. _Papa Sisto_, che voglia avea di far questa sacra

funzione, e desiderava nello stesso tempo di soddisfare alla divozion

de' popoli, coll'accorciare gli anni del sacro giubileo, quegli fu

che lo ridusse a venticinque anni, come tuttavia si costuma. Non si

osservò gran concorso a Roma in tal congiuntura, perchè la Francia,

l'Inghilterra, la Spagna, la Ungheria e la Polonia si trovavano in

guerra. Vi andò bensì nel dì 6 di gennaio _Ferdinando re_ di Napoli; ma

colla sua divozione, secondo il solito de' principi, erano mischiati

degli affari politici[111]. Sopprattutto a lui premeva di guastar la

lega de' Veneziani col duca di Milano e co' Fiorentini, siccome poi gli

venne fatto. Dicono inoltre, che avendolo o prima, o allora esentato

il papa dal pagar censo pel regno di Napoli, cominciasse in quest'anno

l'uso di presentar la chinea in luogo di censo nella vigilia della

festa di San Pietro, in ricognizione della sovranità pontificia sopra

quel regno; il che tuttavia è in uso, ma colla giunta alla chinea

d'alcune migliaia di ducati. V'andò anche _Carlotta regina_ di Cipri,

scacciata da quel regno, per cagion del quale insorsero gravissime

liti. Ne rimase infine padrona la repubblica di Venezia, la quale in

quest'anno si disgustò col _re Ferdinando_, perchè si scopri a lei

contrario nell'affare di Cipri[112]; e ritirò anche il suo ambasciatore

da Roma, trovandosi burlata dal pontefice, perchè, dopo aver egli

tratto tanto danaro delle borse cristiane, non si prendeva pensiero di

soccorrere essi Veneziani nell'infausta guerra co' Turchi. E riuscì

ben deplorabile nell'anno presente l'acquisto fatto da que' Barbari

dell'importante città di Coffa nella Crimea, posseduta per tanti anni

dai Genovesi. Così, per negligenza di chi dovea accudirvi, ogni dì più

cresceva la potenza degli Ottomani, e calava quella della cristianità.

Ma se _papa Sisto_ si prendea poca cura dei progressi dell'armi

turchesche, avea ben a cuore l'esaltazione de' propri nipoti. Abbiamo

dal Platina[113] che in quest'anno egli procurò da _Federigo duca_

d'Urbino _Giovanna_ sua figliuola per moglie di _Giovanni dalla Rovere_

suo nipote, e fratello del cardinal _Giuliano_, cioè di chi fu poi papa

Giulio II. E perchè pareva indecente che la figliuola d'un principe

fosse maritata con chi non possedeva Stati, Sisto vi trovò il ripiego,

e fu quello di concedere al nipote in vicariato la città di Sinigaglia,

colla bella terra e distretto di Mondavio: al che si opposero sulle

prime i cardinali, ma con darla vinta infine all'autorità del papa, e

alle preghiere d'esso cardinal Giuliano. Per tal maritaggio pervenne

col tempo il ducato d'Urbino alla casa dalla Rovere. Nel novembre di

quest'anno fu rapito dalla morte _Leonardo_ nipote del papa e prefetto

di Roma. Succedette in essa dignità l'altro suo nipote, cioè il

suddetto _Giovanni_. Morì ancora nell'ottobre di quest'anno _Bartolomeo

Coleone_ da Bergamo[114], rinomato generale de' Veneziani, con lasciar

erede de' suoi beni lo stesso senato veneto, che ne ebbe in soli danari

più di ducento mila ducati d'oro, oltre ad alcune belle terre. Gli fu

alzata in Venezia sul piazzale della chiesa dei santi Giovanni e Paolo

una statua equestre di bronzo, alla quale si trovò una mattina ch'era

stata posta in mano una scopa e al collo un sacco: satira che rincrebbe

assaissimo a quel saggio senato.

Annali d'Italia, vol. 6 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 15 / 102 题