NOTE:

[60] Ammirati, Ist. di Firenze, lib. 23.

[61] Raynaldus, Annal. Eccles. Sanuto, Istor. Ven., tom. 22 Rer. Italic.

[62] Cronica di Bologna, tom. 18 Rer. Ital.

[63] Raynaldus, Annal. Eccles. Sanuto, Istor. Ven., tom. 22 Rer. Ital.

[64] Platina, in Vita Pauli II Papae.

[65] Ammirati, Istor. Fiorent.

[66] Cronica di Ferrara, tom. 24 Rer. Ital.

[67] Infessura, Diar. P. II, tom. 3 Rer. Ital. Cron. di Ferrara.

[68] Antichità Estensi, P. II.

[69] Annal. Foroliviens., tom. 22 Rer. Ital.

[70] Jacobus Philippus Bergom., Chron.

[71] Sanuto, Istor. Ven., tom. 22 Rer. Ital.

[72] Platina, Vita Pauli II Papae.

[73] Cronica di Bologna, tom. 18 Rer. Ital.

[74] Corio, Istor. di Milano.

[75] Ammirati, Ist. di Firenze, lib. 23.

[76] Cannesius, Vita Pauli II, P. II, tom. 3 Rer. Italic.

[77] Philelphus, in Ep.

[78] Jacobus Philipp. Bergom., in Chron.

[79] Vita Sixti IV, P. II, tom. 3 Rer. Ital. Infessura, Diar. tom. eod.

Platina, Vita Sixti IV Papae.

[80] Sanuto, Ist. Ven., tom. 22 Rer. Ital.

[81] Corio, Istoria di Milano.

[82] Ammirati, Istor. Fiorentina, lib. 23.

[83] Giustiniani, Istor. di Genova. Anton. Gall., Comment., tom. 23

Rer. Ital.

Anno di CRISTO MCCCCLXXII. Indiz. V.

SISTO IV papa 2.

FEDERIGO III imperadore 21.

Non mostrò minor zelo de' predecessori il _pontefice Sisto_ per

opporsi agli smoderati progressi delle armi turchesche in Levante[84].

A questo fine intimò le decime agli ecclesiastici in varii regni, e

spedì legati per raccogliere la pecunia. Uno di questi fu il cardinal

_Rodrigo Borgia_ vescovo di Valenza (poscia _Alessandro VI_ papa),

che, in ricompensa di avere co' suoi maneggi aiutato Sisto a conseguire

il papato, ottenne d'andar legato in Ispagna, dove, per testimonianza

del cardinal di Pavia[85], fece un gran bottino per sè, con aggravio

degli Spagnuoli, e senza profitto della guerra contra del Turco. Armò

dunque il papa trentaquattro galee, e ne diede il comando al cardinale

_Olivieri Caraffa_. Cinquanta altre ne misero in mare i Veneziani, e

ventiquattro il re di Napoli _Ferdinando_. Saccheggiò varii paesi de'

Turchi, prese, mise a sacco e poi diede alle fiamme la città delle

Smirne; e qui terminarono tutte le prodezze, che certo non guastarono

punto gli affari del tiranno d'Oriente, al quale con più fortunati

successi fece negli stessi tempi guerra _Usumcassano_ re di Persia.

Con tutto ciò tornato a Roma nel gennaio seguente esso cardinale, vi

fece la sua entrata come trionfante con venticinque Turchi prigioni, e

dodici cammelli che portavano le spoglie de' nemici. In mezzo a questi

pensieri militari non ommetteva _papa Sisto_ quello d'ingrandire i

suoi nipoti bassamente nati; che questa era la principal cura dei papi

d'allora. Creò prefetto di Roma _Leonardo dalla Rovere_, figliuolo

d'un suo fratello, e gli procurò un riguardevole accasamento, cioè

una figliuola bastarda del _re Ferdinando_. Diede parimente la sacra

porpora a _Giuliano_, figliuolo anch'esso di un suo fratello, il qual

poi fu _papa Giulio II_. Ma spezialmente inclinava il suo amore a due

suoi nipoti, cioè a _Pietro_ e _Girolamo Riarii_, con tale eccesso, che

fu creduto esser eglino piuttosto figliuoli che nipoti suoi. Pietro, di

vil fraticello francescano che era, divenne amplissimo cardinale del

titolo di San Sisto, patriarca di Costantinopoli e poi arcivescovo di

Firenze. Come in fine esaltasse l'altro nipote Girolamo, lo vedremo a

suo tempo. Seppe ben profittare il re Ferdinando del soverchio genio di

questo papa verso i nipoti, perchè col mezzo del sopraddetto matrimonio

ricuperò da lui il ducato di Sora[86], ed ottenne non solamente

la remission de' censi non pagati in addietro pel regno di Napoli,

ma anche l'esenzione dal pagar censo in avvenire sua vita naturale

durante: il che diede occasione di non poche doglianze ai cardinali

zelanti.

Per cagione d'una miniera d'allume di rocca scoperta circa questi

tempi nel territorio di Volterra, nacque non lieve discordia nell'anno

presente fra la repubblica fiorentina, padrona di quella città, e il

popolo della medesima[87], pretendendo non men gli uni che gli altri

l'utile di quella scoperta. Vennero per questo litigio i Volterrani

alla ribellione; laonde i Fiorentini, preso per loro generale _Federigo

conte_ d'Urbino, inviarono il campo intorno a Volterra, da ogni parte

bloccandola. Anche il papa vi mandò molte delle sue milizie per timore

che questo picciolo fuoco crescendo producesse un incendio maggiore.

Ne ebbero ancora dal duca di Milano. Per alcun tempo fu angustiata

quella città in maniera che, non apparendo speranza di soccorso, furono

obbligati i cittadini a sottomettersi. I capitoli dell'accordo erano

già sottoscritti, e dovea restar salva la città; ma uno scellerato

Veneziano, per nome Giovanni, di nascosto v'introdusse i soldati, e gli

animò al sacco. Restò la misera città preda di quella sregolata gente,

contuttochè il conte d'Urbino facesse ogni sforzo per frenare tanta

iniquità, e facesse poi impiccare quel Veneziano. Così tornò Volterra

alle mani de' Fiorentini, e laddove essa dianzi si pretendea piuttosto

collegata che suddita loro, perdè tutti i suoi privilegii, e si vide

piantare addosso una fortezza capace di tenerla in freno da lì innanzi.

Passò a miglior vita nel dì 28 di marzo[88], vigilia di Pasqua _Amedeo

IX_ duca di Savoia in età di soli trentasette anni. Nei bei giorni

della sua vita fu egli afflitto dal mal caduco, ossia dall'epilessia;

ma egli, siccome pieno delle massime sante del Vangelo, riceveva questa

afflizione col medesimo volto, con cui altri riceve la felicità di

questa vita. Inesplicabil era il suo amore e la sua liberalità verso

de' poveri; in una parola, tali furono le sue virtù, e massimamente la

religione e pietà, che meritò da' suoi popoli il titolo di _beato_;

e fu anche detto che alla sua tomba erano per virtù divina succedute

varie miracolose guarigioni. A lui succedette nel ducato di Savoia e

principato di Piemonte _Filiberto_ suo figliuolo primogenito.

Annali d'Italia, vol. 6 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 12 / 102 题