CAP. LXXXIX.

_Come l’imperadore si partì da Siena._

Avendo l’imperadore veduto la subita revoluzione fatta per i cittadini

di Siena, d’avere disfatto e abbattuto il loro antico reggimento e

l’ordine de’ nove, avendo di presente ad essere a Roma il dì della

Pasqua della santa Resurrezione a dì 5 d’aprile, prese sospetto di

lasciarla in libertà, e lasciovvi l’arcivescovo di Praga cui n’avea

fatto vicario, prelato di grande autorità, e sperto delle cose del

mondo, e pro’ e ardito in fatti d’arme, e in sua compagnia e per suo

consiglio lasciò il signore di Cortona, e i Tarlati d’Arezzo, e’ conti

da Santafiore, e più altri caporali di parte ghibellina, mostrando più

confidanza in loro che nelle case guelfe di Siena, che liberamente

gli aveano data la signoria di quella città: per la qual cosa i

gentili uomini di quella terra e i popolani grassi molto si turbarono

e rimasono malcontenti, benchè in apparenza allora non ne feciono

dimostrazione; e a dì 28 di marzo 1355 l’eletto si partì da Siena, e

seguitò a gran giornate il suo viaggio, e infino alla sua tornata i

Sanesi vivettono senza niuno loro ordine sotto il volontario reggimento

del vicario.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 206 / 214 题