_Come la gran compagnia rubò il Guasto in Puglia._
Il conte di Lando con la gran compagnia avendo soggiornato in
Abruzzi infino all’entrata di marzo, si mosse da Pescara e da san
Fabiano, e andò verso il Guasto. Que’ della terra male provveduti da
loro, e peggio dal re loro signore, trattarono con la compagnia, e
fidaronsi mattamente nelle loro promesse, che non li ruberebbono, e
che torrebbono della roba derrata per danaio, li misono nella terra;
ma come furono entrati dentro, i predoni usarono crudelmente la loro
rapina uccidendo e rubando tutta la terra, e appresso con fuoco
n’arsone gran parte: per lo cui esempio tutte l’altre terre di Puglia
si disposero a ogni pericolo per difendersi da loro, e afforzaronsi
francamente per modo, che quanto ch’elli stessono lungamente a campo
senza potere più acquistare città o castella. Appresso valicarono a
san Siverno in Puglia, e ivi s’accamparono e stettono lungamente,
scorrendo e predando e facendo danno assai a’ paesani: e dall’altra
parte il Paladino aggiuntosi gente della compagnia tribolava la marina
della Puglia, ed era palese a’ regnicoli che messer Luigi di Durazzo
favoreggiava la compagnia.