_Della statura e continenza dell’imperadore._
Secondo che noi comprendiamo da coloro che conversano intorno
all’imperadore, la sua persona era di mezzana statura, ma piccolo
secondo gli Alamanni, gobbetto, premendo il collo e ’l viso innanzi non
disordinatamente: di pelo nero, il viso larghetto, gli occhi grossi,
e le gote rilevate in colmo, la barba nera, e ’l capo calvo dinanzi.
Vestiva panni onesti e chiusi continovamente, senza niuno adornamento,
ma corti presso al ginocchio: poco spendea, e con molta industria
ragunava pecunia, e non provvedeva bene chi lo serviva in arme. Suo
costume era eziandio stando a udienza di tenere verghette di salcio in
mano e uno coltellino, e tagliare a suo diletto minutamente, e oltre
al lavorio delle mani, avendo gli uomini ginocchioni innanzi a sporre
le loro petizioni, movea gli occhi intorno a’ circostanti per modo,
che a coloro che gli parlavano parea che non dovesse attendere a loro
udienza, e nondimeno intendea e udiva nobilemente, e con poche parole
piene di sustanzia rispondenti alle domande, secondo sua volontà, e
senza altra deliberazione di tempo o di consiglio faceva pienamente
savie risposte. E però furono in lui in uno stante tre atti senza
offendere o variare l’intelletto, il vario riguardo degli occhi,
il lavorare con le mani, e con pieno intendimento dare l’udienze e
fare le premeditate risposte; cosa mirabile, e assai notevole in uno
signore. La sua gente, avendo in un’ora in Pisa più di quattromila
cavalieri tedeschi, faceva mantenere onestamente, eziandio astenere
dalle taverne e dalle disoneste cose per modo, che innanzi alla sua
coronazione in Pisa non ebbe zuffa nè riotte tra’ forestieri e’
cittadini d’alcuna cosa. Il suo consiglio ristrignea con pochi suoi
baroni e del suo patriarca, ma la deliberazione era più sua che del
suo consiglio: perocché ’l suo senno con sottile e temperata industria
valicava il consiglio degli altri; e molto si guardò di muoversi alla
stigazione e conforto de’ ghibellini d’Italia, usati d’incendere e
d’infocare l’imprese all’appetito parziale, più che al singolare onore
dell’imperiale corona, i cui vizi nobilemente conoscea.