CAP. LXXI.

_Quello si fe’ per alcuno cardinale per la coronazione dell’imperadore._

In questi dì il cardinale d’Ostia, a cui s’appartiene la coronazione

dell’imperadore, giunse in Pisa, ricevuto dall’eletto a grande onore.

Era consuetudine di santa Chiesa di mandare tre cardinali alla

coronazione degl’imperadori, quello d’Ostia, c’ha l’uficio d’andare

a coronare l’imperadore alle sue spese e alla sua provvisione, gli

altri due debbono andare alle spese di santa Chiesa: ma a questa

volta essendone fatto gran procaccio in corte, e per questo avuto

la grazia il cardinale di Pelagorga, e quello di Bologna in su ’l

mare, ch’erano di maggiore legnaggio, il papa e gli altri cardinali

non acconsentirono che la Chiesa facesse loro le spese, dicendo, se

voleano andare ch’aveano la benedizione, ma altro non aspettassono.

I cardinali considerarono la spesa grande, e l’imperadore povero di

moneta e stretto d’animo, e però con poco loro onore per lo procaccio

fatto si rimasono di quella legazione, e il papa per non accrescere

loro vergogna non ve ne mandò alcuno altro: e di questo non si turbò

l’imperadore per non avere a stendere in loro il suo onore.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 188 / 214 题