_Di disusato tempo stato nel verno._
Non ci pare da lasciare in silenzio quello che fu singolare alla
memoria de’ più antichi, la cagione si credette che venisse da
influenza di costellazioni: il fatto fu, che dal novembre al marzo il
tempo fu di dì e di notte il più sereno, cheto e bello che per addietro
si ricordasse, essendo il freddo senza venti continovo e grande: e le
nevi ch’erano cadute dal principio si mantennono ghiacciate nel contado
di Firenze, e in molte parti bastò nella città più di tre mesi: il mare
fu tranquillo e dolce a navicare oltre alla credenza degli uomini;
tutti i gran fiumi stettono serrati di ghiaccio lungamente per modo
che niuno si poteva navicare, e il nostro fiume d’Arno, che è corrente
come uno fossato, stette fermo e serrato di ghiaccio, che lungamente
senza pericolo in ogni parte si poteva sopra il ghiaccio valicare: e a
dì 8 di marzo cominciarono a rompere le piove dolci e utili a tutte le
sementa della terra.