CAP. LXIII.

_Come i Volterrani si diedero all’imperadore._

Avvegnachè innanzi sia fatta alcuna narrazione della sommissione

di Volterra e di Samminiato, qui si torna al termine del fatto.

I Volterrani sapendo che i Sanesi senza patto erano sottomessi

all’imperadore, avendo poco amore e meno confidanza al comune di

Firenze, perocchè si reggevano sotto la tirannia de’ figliuoli di

messer Ottaviano de’ Belforti, i quali quanto che fossono guelfi di

nazione, per la tirannia dichinavano ad animo ghibellino come mettesse

loro bene, e non amavano il comune di Firenze nè i Fiorentini per la

tirannia, ch’era contradia alla libertà del nostro comune, e però

senza volere seguire il consiglio de’ Fiorentini di domandare patti,

feciono sindachi i loro ambasciadori con pieno mandato e mandarli a

Pisa, i quali in pubblico parlamento, a dì 4 di marzo del detto anno,

si sottomisono liberamente alla signoria dell’imperatore e de’ suoi

successori, e feciono l’omaggio e la reverenza per lo detto comune, e

il saramento come i Sanesi aveano fatto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 180 / 214 题