_Come i Volterrani si diedero all’imperadore._
Avvegnachè innanzi sia fatta alcuna narrazione della sommissione
di Volterra e di Samminiato, qui si torna al termine del fatto.
I Volterrani sapendo che i Sanesi senza patto erano sottomessi
all’imperadore, avendo poco amore e meno confidanza al comune di
Firenze, perocchè si reggevano sotto la tirannia de’ figliuoli di
messer Ottaviano de’ Belforti, i quali quanto che fossono guelfi di
nazione, per la tirannia dichinavano ad animo ghibellino come mettesse
loro bene, e non amavano il comune di Firenze nè i Fiorentini per la
tirannia, ch’era contradia alla libertà del nostro comune, e però
senza volere seguire il consiglio de’ Fiorentini di domandare patti,
feciono sindachi i loro ambasciadori con pieno mandato e mandarli a
Pisa, i quali in pubblico parlamento, a dì 4 di marzo del detto anno,
si sottomisono liberamente alla signoria dell’imperatore e de’ suoi
successori, e feciono l’omaggio e la reverenza per lo detto comune, e
il saramento come i Sanesi aveano fatto.