CAP. LIX.

_Come l’imperadore andò a Lucca._

Essendo stato l’imperadore in Pisa, e lasciato fare a’ cittadini

le novità che narrate avemo, stimando che quelle divisioni fossono

favorevoli alla sua signoria, e in iscusa a’ patti rotti, intra’

quali era la suggezione di Lucca, già immaginandone alcuna cosa a sua

utilità, volle andare a vedere la città, e a dì 13 di febbraio anno

detto si mosse con piccola compagnia di gente d’arme, e stettevi quel

dì e l’altro, e prendendo la riverenza da’ cittadini, il pregavano

della loro libertà. Il savio e avveduto imperadore, volendo compiacere

a’ Pisani e mostrare di volere mantenere i patti, quanto che altro

avesse nell’animo, disse, com’e’ sapeva che i cittadini di Lucca erano

stati per lungo tempo ribelli all’imperio, e però li reputava degni di

quello ch’avevano ricevuto: e confortandoli disse, che comportassono

con pazienza quello che sosteneano per penitenza del peccato commesso,

tanto che meritassono la liberazione: e nell’agosto lasciò que’

medesimi cittadini che i Pisani v’aveano deputati alla guardia, e non

rimosse uficiali nell’ordine di quel reggimento in alcuna parte, e

l’altro dì se ne tornò a Pisa.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 176 / 214 题