CAP. LVII.

_Di novità della Marca per Recanati._

Messer Malatesta da Rimini, e il capitano di Forlì, e Gentile da

Mogliano, collegati insieme contro al legato, sentendo che i signori

di Milano aveano tregua con gli allegati Lombardi, e catuno stava

sospeso per cagione dell’imperadore, aveano cassi cento bandiere di

soldati, e perchè non tornassono loro addosso per via di compagnie non

li lasciavano partire del loro distretto se non per la via della Magna:

e per questo li ritennono a manicare sopra la pelle più d’un mese, e

molti se ne tornarono nella Magna, perocch’erano tutti Tedeschi, e

quando gli ebbono assottigliati, concedettono al resto la via per la

Lombardia, i quali senza arresto improvviso giunsono in Romagna: e

arrestati quivi senza far danno da millecinquecento barbute, i tiranni

sopraddetti romagnuoli s’accolsono con loro, e fatto loro alcuno aiuto

di loro danari, e promesse d’una buona terra dove potrebbono vernare ad

agio, li condussono a Recanati, pensando per forza poterla vincere e

racquistare. Il legato ammaestrato de’ fatti della guerra e de’ baratti

de’ suoi avversari, avendo per suo capitano di guerra messer Ridolfo

da Camerino, pro’ e valente cavaliere, avea fatta guernire di gente

d’arme da cavallo e da piè la città di Recanati: sicchè sopravvenendo

i tiranni con quella cavalleria, e sforzandosi di combatterla, la

trovarono sì guernita alla difesa, che ne perderono tosto ogni

speranza: e non potendovi soprastare, con vergogna se ne partirono

tornandosi addietro.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 174 / 214 题