_Di molti Alamanni venuti alla coronazione dell’imperadore._
Stando l’imperadore a Pisa ne’ trattati colle città e comuni di
Toscana, come detto è, innanzi che i sindachi fossono venuti a
fermare le suggezioni, la novella della sua coronazione da Moncia, e
dell’avvenimento da Pisa, era sparta in Alamagna e nel suo reame di
Boemia, e come le città d’Italia erano senza guerra acconce alla sua
ubbidienza: e per questo l’imperatrice si mosse con mille cavalieri di
buona gente d’arme e molti baroni a sua compagnia per venire a Pisa, e
per simile modo molti prelati e grandi signori della Magna di diverse
provincie si mossono, catuno con grande compagnia, per venire in Italia
per essere alla sua coronazione a Roma, e in breve tempo giunsono a
Pisa l’imperatrice e più di quattromila cavalieri della più bella e
ricca baronia del mondo, bene montati, e con nobili paramenti, e molti
arnesi, ma con lieve armadura, e molti ne vennono per la nostra città,
albergandone seicento e settecento per notte, ove con cortese e buona
guardia onorevolmente furono veduti e albergati. L’imperatrice volea di
grazia venire per Firenze, ma perocchè ancora per lo nostro comune non
era presa fermezza d’accordo con l’imperadore, temendo che l’ignorante
e indiscreto popolo minuto non movesse parole villane contro a’
forestieri essendo l’imperadrice nella città, o contro i rettori del
nostro comune, per lo meno reo e più sicuro fu diliberato e preso, che
con grande compagnia o piccola ella non venisse nella città di Firenze.