CAP. LVI.

_Di molti Alamanni venuti alla coronazione dell’imperadore._

Stando l’imperadore a Pisa ne’ trattati colle città e comuni di

Toscana, come detto è, innanzi che i sindachi fossono venuti a

fermare le suggezioni, la novella della sua coronazione da Moncia, e

dell’avvenimento da Pisa, era sparta in Alamagna e nel suo reame di

Boemia, e come le città d’Italia erano senza guerra acconce alla sua

ubbidienza: e per questo l’imperatrice si mosse con mille cavalieri di

buona gente d’arme e molti baroni a sua compagnia per venire a Pisa, e

per simile modo molti prelati e grandi signori della Magna di diverse

provincie si mossono, catuno con grande compagnia, per venire in Italia

per essere alla sua coronazione a Roma, e in breve tempo giunsono a

Pisa l’imperatrice e più di quattromila cavalieri della più bella e

ricca baronia del mondo, bene montati, e con nobili paramenti, e molti

arnesi, ma con lieve armadura, e molti ne vennono per la nostra città,

albergandone seicento e settecento per notte, ove con cortese e buona

guardia onorevolmente furono veduti e albergati. L’imperatrice volea di

grazia venire per Firenze, ma perocchè ancora per lo nostro comune non

era presa fermezza d’accordo con l’imperadore, temendo che l’ignorante

e indiscreto popolo minuto non movesse parole villane contro a’

forestieri essendo l’imperadrice nella città, o contro i rettori del

nostro comune, per lo meno reo e più sicuro fu diliberato e preso, che

con grande compagnia o piccola ella non venisse nella città di Firenze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 173 / 214 题