CAP. LII.

_Come Gentile da Mogliano si ritolse la città di Fermo._

Tornando nella fontana de’ tradimenti nella Romagna e nella Marca,

ci occorre Gentile da Mogliano, il quale per dare più certa fede de’

suoi futuri tradimenti, s’era comunicato col cardinale all’altare

del corpo di Cristo quando rendè la città di Fermo a santa Chiesa, e

fu fatto gonfaloniere per lo detto legato contra i nemici di santa

Chiesa di Roma, e capitano della gente della Chiesa contro a messer

Malatesta da Rimini ch’era suo nemico capitale, e mandò il legato,

com’era in convegna con Gentile, gente d’arme a cavallo e a piè per

ricevere la tenuta della rocca e fornirla, e mandò per loro contanti

fiorini d’oro ottomila per dare a Gentile, come gli avea promessi

quando consegnasse la rocca. In questi medesimi dì, innanzi che le

cose avessono il suo effetto, messer Malatesta s’avvisò non potere

resistere contro al legato avendo seco Gentile da Mogliano e la

città di Fermo; e ’l capitano di Forlì, quanto che fosse nemico di

messer Malatesta, s’accorse, che acquistando la Chiesa sopra messer

Malatesta, la piena verrebbe poi sopra lui, e però incontanente fece

sapere a messer Malatesta, che volea dimenticare l’ingiurie ricevute,

ed essere suo amico, e senza attendere risposta, con molta confidanza

se n’andò a lui, il quale veggendo la liberalità del capitano il

ricevette amichevolemente; e ragionando insieme, conobbono il pericolo

del loro stato, e che rimedio non avea se non della loro concordia e

di Gentile da Mugliano: e presa fede da messer Malatesta che farebbe

pace con Gentile, e che gli renderebbe il porto di Fermo, di presente

mandò messer Lodovico suo figliuolo cognato di Gentile a ordinare che

tradisse il legato e santa Chiesa: e perocchè la natura di que’ tiranni

è molto conforme a’ tradimenti, con poca fatica recò Gentile al fatto;

e udita la promessa di messer Malatesta, e vedendosi acconcio a potere

tradire, tutto l’onore ricevuto dal legato, e la speranza di quelli che

gli si apparecchiavano, e ’l saramento prestato nella comunione a santa

Chiesa mise per niente, e fu tanto sfacciato, ch’essendo già venute

in Fermo le some de’ soldati del legato con parte della gente, fece

cercare se i danari vi fossono che il legato mandava per la rocca, e

per avventura erano ancora fuori della terra; e temendo de’ cittadini,

che volentieri erano usciti della sua tirannia, mostrando di volere

fare ciò ch’avea promesso, occultamente racchiuse nella rocca messer

Lodovico con dugento cavalieri, e del mese di gennaio, essendo molti

cittadini fuori della terra a una certa festa, scesono improvviso

della rocca nella città gridando, viva Gentile da Mogliano, e muoia

la parte della Chiesa, e corsono a serrare le porti, e i soldati che

dentro v’erano per la Chiesa mandarono fuori. La gente del legato

uscita di Fermo, e l’altra ch’era fuori, temendo per lo subito e non

pensato tradimento, si ricolsono a Recanati: e fornito Gentile il suo

tradimento, e fatto pace con messer Malatesta, e riavuto il porto di

Fermo, tutti e tre i tiranni ribelli a santa Chiesa si collegarono

insieme contro al legato, ma egli con grande animo per questo non si

smagò, ma prese cuore d’abbatterli, come infine fatto gli venne.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 169 / 214 题