_Come Gentile da Mogliano si ritolse la città di Fermo._
Tornando nella fontana de’ tradimenti nella Romagna e nella Marca,
ci occorre Gentile da Mogliano, il quale per dare più certa fede de’
suoi futuri tradimenti, s’era comunicato col cardinale all’altare
del corpo di Cristo quando rendè la città di Fermo a santa Chiesa, e
fu fatto gonfaloniere per lo detto legato contra i nemici di santa
Chiesa di Roma, e capitano della gente della Chiesa contro a messer
Malatesta da Rimini ch’era suo nemico capitale, e mandò il legato,
com’era in convegna con Gentile, gente d’arme a cavallo e a piè per
ricevere la tenuta della rocca e fornirla, e mandò per loro contanti
fiorini d’oro ottomila per dare a Gentile, come gli avea promessi
quando consegnasse la rocca. In questi medesimi dì, innanzi che le
cose avessono il suo effetto, messer Malatesta s’avvisò non potere
resistere contro al legato avendo seco Gentile da Mogliano e la
città di Fermo; e ’l capitano di Forlì, quanto che fosse nemico di
messer Malatesta, s’accorse, che acquistando la Chiesa sopra messer
Malatesta, la piena verrebbe poi sopra lui, e però incontanente fece
sapere a messer Malatesta, che volea dimenticare l’ingiurie ricevute,
ed essere suo amico, e senza attendere risposta, con molta confidanza
se n’andò a lui, il quale veggendo la liberalità del capitano il
ricevette amichevolemente; e ragionando insieme, conobbono il pericolo
del loro stato, e che rimedio non avea se non della loro concordia e
di Gentile da Mugliano: e presa fede da messer Malatesta che farebbe
pace con Gentile, e che gli renderebbe il porto di Fermo, di presente
mandò messer Lodovico suo figliuolo cognato di Gentile a ordinare che
tradisse il legato e santa Chiesa: e perocchè la natura di que’ tiranni
è molto conforme a’ tradimenti, con poca fatica recò Gentile al fatto;
e udita la promessa di messer Malatesta, e vedendosi acconcio a potere
tradire, tutto l’onore ricevuto dal legato, e la speranza di quelli che
gli si apparecchiavano, e ’l saramento prestato nella comunione a santa
Chiesa mise per niente, e fu tanto sfacciato, ch’essendo già venute
in Fermo le some de’ soldati del legato con parte della gente, fece
cercare se i danari vi fossono che il legato mandava per la rocca, e
per avventura erano ancora fuori della terra; e temendo de’ cittadini,
che volentieri erano usciti della sua tirannia, mostrando di volere
fare ciò ch’avea promesso, occultamente racchiuse nella rocca messer
Lodovico con dugento cavalieri, e del mese di gennaio, essendo molti
cittadini fuori della terra a una certa festa, scesono improvviso
della rocca nella città gridando, viva Gentile da Mogliano, e muoia
la parte della Chiesa, e corsono a serrare le porti, e i soldati che
dentro v’erano per la Chiesa mandarono fuori. La gente del legato
uscita di Fermo, e l’altra ch’era fuori, temendo per lo subito e non
pensato tradimento, si ricolsono a Recanati: e fornito Gentile il suo
tradimento, e fatto pace con messer Malatesta, e riavuto il porto di
Fermo, tutti e tre i tiranni ribelli a santa Chiesa si collegarono
insieme contro al legato, ma egli con grande animo per questo non si
smagò, ma prese cuore d’abbatterli, come infine fatto gli venne.