CAP. XXXVII.

_Come un gatto uccise un fanciullo in Firenze._

Avvegnachè assai paia cosa strana e non degna di memoria quello che

seguita, perocchè fu inaudito caso, non l’abbiamo saputo tacere. In

Firenze era da san Gregorio un lasagnaio con una sua moglie, aveano un

piccolo loro fanciullo di tre mesi, e avendolo la madre governato e

rimessolo nella culla al modo usato, una gatta accresciuta e nutricata

in quella casa se n’andò al fanciullo, e cominciolli a rodere la testa,

e trassegli gli occhi e manicosseli, e poi rodendo la testa se n’andò

fino al cervello; e avendo lungamente pianto il fanciullo, il padre

e la madre soccorsono tardi, non pensando che cotale caso fosse, e

trovarono il fanciullo storpiato, e la gatta sopr’esso ancora vivo,

ma incontanente morì; e sparata la maladetta gatta le trovarono gli

occhi del fanciullo in corpo. Questa è quasi cosa incredibile, ma per

esperienza del vero di questo fatto si dee alle donne e alle balie

accrescere sollecitudine e accrescimento di buona guardia a’ piccoli

fanciulli. Avvenne questo inopinato caso a dì 6 di dicembre 1354.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 154 / 214 题