CAP. XXXVI.

_Rottura della pace del re di Francia e d’Inghilterra._

Essendo per lungo tempo trattato per lo cardinale di Bologna e per

altri prelati di volere fare accordo tra il re di Francia e quello

d’Inghilterra, e sotto questa speranza più volte prolungate le triegue

tra l’uno re e l’altro; e non potendo trarlo a fine, provvidono di

comune consiglio quelli che menavano il trattato, che abboccandosi i

due re insieme nella presenza del papa, o i loro più confidenti baroni,

che pace ne dovesse seguire; e per seguire questo consiglio il re di

Francia vi mandò il duca di Borbona suo consorto, e il conestabile

di Francia: e il re d’Inghilterra vi mandò il duca di Lancastro suo

cugino, e il vescovo di Vervic, e catuno giunse a corte del mese di

dicembre: e abboccatisi insieme per più riprese nella presenza del

papa, tanto volea catuno mantenere l’onore del titolo del suo signore,

che mezzo non seppono trovare di recarli in pace. Il papa, o per

soperchia arroganza che trovasse in loro, o per poco ardire ch’avesse

di sforzare gli animi de’ signori, non vi s’interpose come avrebbe

potuto la sua autorità, con la quale poteva catuno sostenere con suo

onore, e trovare mezzo di recarli a concordia e pace; nol fece, che

forse non erano ancora puniti i peccati de’ Franceschi: e però del mese

di gennaio del detto anno, catuna parte in discordia con poco onore del

santo padre e de’ suoi cardinali si tornò al suo signore.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 153 / 214 题