CAP. XXXIV.

_Come il re di Araona ebbe la Loiera, e fece accordo col giudice._

Tornando a’ fatti di Sardegna, il re di Araona con la sua cavalleria

e con l’armata delle sue galee avendo mantenuto assedio alla Loiera

dal luglio al novembre, e fatto continova guerra al giudice d’Alborea

con piccolo acquisto, essendo la Loiera a grande stretta, e non

vedendo d’essere soccorsa, trattavano col re, e similmente il giudice

d’Alborea rincrescendogli la guerra. Il re si teneva duro, e voleva

maggiori cose che offerte non gli erano. In questo stante sopravvenne

la sconfitta de’ Veneziani ricevuta da’ Genovesi, la novella della

quale fu in segreto molto tosto a Vinegia. Il doge e ’l consiglio

che questo seppono, tennono la cosa celata per modo, che i loro

cittadini non poterono alcuna cosa sentire, e di presente armarono

un legno sottile, e mandarono significando al re d’Araona il loro

fortunoso caso, e avvisandolo che innanzi che la novella si spargesse

sapesse pigliare suo vantaggio, e guardare la sua armata. Il legno

portò volando la mala novella al re d’Araona, ed egli con maestrevole

avviso con molta festa manifestò la novella per lo contradio, facendo

assapere al giudice e agli assediati che i Veneziani aveano sconfitti

i Genovesi. Per questo i Genovesi ch’erano a guardia della Loiera

perderono ogni ardire, e procacciavano l’accordo, e il giudice si

dichinò più che fatto non avrebbe, e il re mostrandosi di buona aria

più che non solea, di presente venne alla concordia della pace, e fu

fatta in questo modo: che il re avesse la Loiera andandosene sani e

salvi i Genovesi e gli altri forestieri che la guardavano, e il giudice

d’Alborea riconobbe ritenere tutte le terre dal detto re, e feceli il

saramento, e promiseli dare ogni anno certa moneta per l’omaggio delle

dette terre; e fatta la pace, e fornita la Loiera di sua gente d’arme,

per lo beneficio dell’affrettata novella, e per lo savio consiglio

del re, si tornò in Catalogna, con acquisto, e con pace, e con onore.

Ove se la novella fosse sentita prima da’ suoi avversari, con danno

e con vergogna senza nullo acquisto gli convenia partire dell’isola

vituperosamente: e però si verifica qui l’antico proverbio contrario

alla vile pigrizia, che dice; il buono studio vince ria fortuna.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 151 / 214 题