_Come il re di Araona ebbe la Loiera, e fece accordo col giudice._
Tornando a’ fatti di Sardegna, il re di Araona con la sua cavalleria
e con l’armata delle sue galee avendo mantenuto assedio alla Loiera
dal luglio al novembre, e fatto continova guerra al giudice d’Alborea
con piccolo acquisto, essendo la Loiera a grande stretta, e non
vedendo d’essere soccorsa, trattavano col re, e similmente il giudice
d’Alborea rincrescendogli la guerra. Il re si teneva duro, e voleva
maggiori cose che offerte non gli erano. In questo stante sopravvenne
la sconfitta de’ Veneziani ricevuta da’ Genovesi, la novella della
quale fu in segreto molto tosto a Vinegia. Il doge e ’l consiglio
che questo seppono, tennono la cosa celata per modo, che i loro
cittadini non poterono alcuna cosa sentire, e di presente armarono
un legno sottile, e mandarono significando al re d’Araona il loro
fortunoso caso, e avvisandolo che innanzi che la novella si spargesse
sapesse pigliare suo vantaggio, e guardare la sua armata. Il legno
portò volando la mala novella al re d’Araona, ed egli con maestrevole
avviso con molta festa manifestò la novella per lo contradio, facendo
assapere al giudice e agli assediati che i Veneziani aveano sconfitti
i Genovesi. Per questo i Genovesi ch’erano a guardia della Loiera
perderono ogni ardire, e procacciavano l’accordo, e il giudice si
dichinò più che fatto non avrebbe, e il re mostrandosi di buona aria
più che non solea, di presente venne alla concordia della pace, e fu
fatta in questo modo: che il re avesse la Loiera andandosene sani e
salvi i Genovesi e gli altri forestieri che la guardavano, e il giudice
d’Alborea riconobbe ritenere tutte le terre dal detto re, e feceli il
saramento, e promiseli dare ogni anno certa moneta per l’omaggio delle
dette terre; e fatta la pace, e fornita la Loiera di sua gente d’arme,
per lo beneficio dell’affrettata novella, e per lo savio consiglio
del re, si tornò in Catalogna, con acquisto, e con pace, e con onore.
Ove se la novella fosse sentita prima da’ suoi avversari, con danno
e con vergogna senza nullo acquisto gli convenia partire dell’isola
vituperosamente: e però si verifica qui l’antico proverbio contrario
alla vile pigrizia, che dice; il buono studio vince ria fortuna.