CAP. XXX.

_Come furono presi i legni ch’andavano a Palermo._

Del mese d’ottobre del detto anno, il re Luigi sentendo la città di

Palermo in gran bisogno di vittuaglia e di gente d’arme per la difesa

contro a’ nimici, fece armare tre galee, e uno panfano, e dodici

legnetti e una nave, e tutte le fece caricare di grano e d’altra

vittuaglia, e fece ammiraglio il conte di Bellante Potarzio d’Ischia,

e comandogli che le conducesse in Palermo; ed essendo nel mare di

Calabria si vidono contra galee di Messinesi, che stavano alla guardia

per procacciare di vittuaglia, di che aveano gran bisogno, le quali

vedendo quelle del Regno con legni armati, e conoscendo la loro poca

virtù, s’addirizzarono verso loro. Il conte vedendole venire, come

codardo non prese alcuna difesa, ma la sua propria galea abbandonò

perch’avea del grano in corpo, e montato su un legno armato, innanzi

che i nemici s’appressassono si fuggì. Le galee de’ Messinesi giugnendo

a quelle del Regno le trovaron senza capitano e senza difesa, e però

le si presono col carico e colla gente, e con gran festa e gazzarra

questa utile preda al bisogno della loro città misono in Messina, ove

furono ricevuti a grande onore, più per loro bisogno che per la piccola

vittoria.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 147 / 214 题