_Come i tre fratelli de’ Visconti di Milano furono fatti signori, e
loro divise._
Tornando a’ fatti de’ Visconti di Milano, dopo la morte
dell’arcivescovo messer Maffiolo, e messer Bernabò, e messer Galeazzo,
figliuoli che furono di messer Stefano nipote dell’arcivescovo, essendo
forniti di molti cavalieri e masnadieri per difendersi e abbattere
giusto loro podere la forza degli altri Lombardi collegati contro a
loro, e da resistere all’imperadore se muover si volesse contro a
loro, stare facevano tutte le loro città e castella in buona guardia
e sollecita; ed essendo tutti e tre in Milano, si feciono eleggere
signori indifferentemente a dì 12 d’ottobre, e appresso si feciono
fare a tutte le città del loro distretto il simigliante; ed essendo da
tutti confermati nella signoria, si partirono tra loro il reggimento
in questo modo: che Milano fosse comune a tutti, e dell’altre città
feciono di concordia tre parti, salvo la città di Genova, che vollono
che rimanesse comune in fra loro come Milano, e gittarono le sorte, per
le quali a messer Maffiolo, ch’era il maggiore, toccò Parma, Piacenza,
Bologna, e Lodi: a messer Bernabò Cremona, Brescia, e Bergamo: e a
messer Galeazzo Como, Novara, Vercelli, Asti, Tortona, e Alessandria,
con tre altre terre di Piemonte; e nondimeno a comune ne’ cominciamenti
manteneano la spesa de’ soldati, e molto onorava l’uno l’altro, e di
gran concordia faceano le loro imprese. A messer Maffiolo, perch’era
di più tempo e di minor virtù, rendeano onore di metterlo innanzi ne’
titoli e ne’ consigli. I fatti della cavalleria e dell’arme erano
contenti che guidasse messer Bernabò che n’era più sperto, e messer
Galeazzo ne prendea alcuna volta parte come a lui piacea. Essendo
questi signori di Milano così ordinati tra loro, sopravvenuto l’eletto
imperadore in Mantova, stavano apparecchiati in loro senza fare altro
movimento di guerra contra a’ loro avversari, e gli allegati anche
stavano a vedere che l’imperadore facesse senza muovere la loro gente a
far guerra.