_Come i Genovesi feciono armata contro a’ Veneziani e’ Catalani._
Avendo sentito i Genovesi l’armata de’ Catalani, e che i Veneziani
armavano, avvegnachè per la sconfitta l’anno dinanzi ricevuta alla
Loiera molto fossono infieboliti, presono cuore da sdegno per non
dare la baldanza del mare al tutto al loro nimico, e però con aiuto
di moneta che procacciarono dall’arcivescovo loro signore armarono
trentatrè galee sottili, della migliore gente che rimasa fosse in
Genova e nella riviera, e fecionne ammiraglio messer Paganino Doria,
il quale altra volta avea avuto vittoria sopra i Catalani e’ Veneziani
in Romania. Costui sentendo che i Veneziani erano usciti del golfo con
trentacinque galee armate, mandò tre galee più sottili, e bene reggenti
e armate nel golfo di Vinegia, le quali improvviso a’ paesani giunsono
a Parezzo, e misono in terra; e trovando i terrazzani sprovveduti
e smarriti per lo subito assalto, s’entrarono nella terra, e senza
trovare contasto rubarono e arsono gran parte della città. Ed essendo
nel porto tre grossi navilii de’ Veneziani carichi di grande avere, gli
presono e rubarono, e ricolti a galee carichi di preda de’ loro nemici,
con grande vergogna de’ Veneziani tornarono sani e salvi alla loro
armata; la quale avendo lingua de’ Veneziani, prese la via di Romania
per abboccarsi con loro a battaglia, se fortuna il concedesse. L’armate
cavalcano il mare, e innanzi che insieme si ritrovino ci occorrono
altre non piccole cose.