CAP. XXII.

_Come i Genovesi feciono armata contro a’ Veneziani e’ Catalani._

Avendo sentito i Genovesi l’armata de’ Catalani, e che i Veneziani

armavano, avvegnachè per la sconfitta l’anno dinanzi ricevuta alla

Loiera molto fossono infieboliti, presono cuore da sdegno per non

dare la baldanza del mare al tutto al loro nimico, e però con aiuto

di moneta che procacciarono dall’arcivescovo loro signore armarono

trentatrè galee sottili, della migliore gente che rimasa fosse in

Genova e nella riviera, e fecionne ammiraglio messer Paganino Doria,

il quale altra volta avea avuto vittoria sopra i Catalani e’ Veneziani

in Romania. Costui sentendo che i Veneziani erano usciti del golfo con

trentacinque galee armate, mandò tre galee più sottili, e bene reggenti

e armate nel golfo di Vinegia, le quali improvviso a’ paesani giunsono

a Parezzo, e misono in terra; e trovando i terrazzani sprovveduti

e smarriti per lo subito assalto, s’entrarono nella terra, e senza

trovare contasto rubarono e arsono gran parte della città. Ed essendo

nel porto tre grossi navilii de’ Veneziani carichi di grande avere, gli

presono e rubarono, e ricolti a galee carichi di preda de’ loro nemici,

con grande vergogna de’ Veneziani tornarono sani e salvi alla loro

armata; la quale avendo lingua de’ Veneziani, prese la via di Romania

per abboccarsi con loro a battaglia, se fortuna il concedesse. L’armate

cavalcano il mare, e innanzi che insieme si ritrovino ci occorrono

altre non piccole cose.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 139 / 214 题