CAP. XXI.

_Come il re d’Araona venne con grande armata a racquistare Sardegna._

Il re d’Araona, che l’anno dinanzi avea perduta tutta la Sardegna

salvo che Castello di Castro, come addietro fu narrato, fatta sua

armata di centosessanta tra galee e uscieri, cocche e navi armate, con

grande cavalleria di suoi Catalani e molti mugaveri a piede, del mese

di luglio del detto anno arrivò in Calleri, che altro non v’aveva,

e lasciato ivi il navilio grosso, e messi in terra i cavalieri e i

mugaveri, fece scorrere il paese e predare dovunque si stendeva, e con

le galee sottili per mare e i cavalieri per terra s’addirizzò alla

Loiera, nella quale aveva balestrieri genovesi, e masnadieri toscani

e lombardi, che il vicario dell’arcivescovo signore di Genova v’avea

mandati alla guardia, che francamente la difendevano e guardavano; e

continuandovi l’assedio, nondimeno per mare con le galee, e per terra

con la gente d’arme, faceano guerra all’altre terre e castella che

ubbidivano al giudice d’Alborea, e il giudice fornito de’ suoi Sardi

e di cavalieri condotti di Toscana si difendea francamente per modo,

che delle sue terre non gli lasciava alcuna acquistare: e aveva in

suo aiuto l’aria sardesca e ’l tempo della fervida state, che molto

abbattea i Catalani di malattie e di morte; non ostante ciò, il re

animoso mantenea l’assedio stretto, e facea tormentare molto i suoi

avversari; e bench’egli sapesse che i Genovesi suoi nimici avessono

armate trentadue galee, non se ne curava, perchè sapeva che i Veneziani

suoi amici contro a loro n’aveano armate trentacinque: e ancora gli

rendea molta fidanza la fresca vittoria ch’aveva avuta in quel luogo

co’ Veneziani insieme sopra i Genovesi, e però intendea coraggiosamente

a fare la sua guerra per terra e per mare. Lasceremo ora l’intrigata

guerra di Sardegna che il tempo vegna della sua fine, e seguiremo altre

novità che prima ci occorrono a raccontare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 138 / 214 题