CAP. XX.

_Come i Bordoni furono cacciati di Firenze, e sbanditi per ribelli._

Era avvenuto del mese di Luglio del detto anno in Firenze, che essendo

la compagnia di fra Moriale a Sancasciano, i Bordoni, de’ quali era

capo messer Gherardo di quella casa, tenendosi essere ingannati da’

Mangioni e da’ Beccanugi loro vicini per lo dicollamento di Bordone

loro consorto, e vedendo la città sotto l’arme e in gelosia, con

loro gente accolta cominciarono prima con parole e poi con l’arme

ad assalire i Mangioni; e rimettendoli per forza nelle case, in

quell’assalto la moglie d’Andrea di Lippozzo de’ Mangioni ebbe d’una

lancia sopra il ciglio, ond’ella si morì poco appresso. A quello romore

corse d’ogni parte il popolo armato, e i priori vi mandarono la loro

famiglia, e feciono acquetare la zuffa. Poi partita la compagnia, e

ritornata la città al primo governamento, parendo al comune il fallo

essere grave in così fatto tempo contro alla repubblica, fu commesso

all’esecutore degli ordini della giustizia che ne facesse inquisizione,

e punisse i colpevoli; i Beccanugi e’ Mangioni andarono dinanzi e

scusaronsi, e furono prosciolti e lasciati, e i Bordoni rimasono

contumaci; e a dì 2 d’agosto, nel detto anno, messer Gherardo con

quattro suoi consorti e con dodici loro seguaci furono condannati, per

avere turbato il buono e pacifico stato del comune di Firenze e per

l’omicidio, tutti nell’avere e nelle persone, e uscironsi di Firenze, e

i loro beni furono guasti e messi tra i beni de’ rubelli.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 137 / 214 题