CAP. XIX.

_Come i collegati di Lombardia condotta la compagnia mandarono

all’imperadore._

Il comune di Vinegia, e il signore di Verona, e quello di Padova, e

quello di Mantova, e il marchese di Ferrara, collegati insieme contro

l’arcivescovo di Milano, avendo condotta per quattro mesi la compagnia

del conte di Lando, la quale era cinquemiladugento paghe, ma non

avea oltre a tremilacinquecento cavalieri bene armati, la quale era

partita dalla Città di Castello, e cavalcata sul contado di Bologna

facendo danno, se n’andarono a Modena, dov’erano le bastite del

signore di Milano, le quali non ebbono podere di levare, e lasciatovi

l’assedio cavalcarono in sul Bresciano. I collegati vedendosi forniti

di gente da potere campeggiare, mandarono ambasciadori, del mese di

luglio del detto anno, all’eletto imperadore, con cui avevano fatto

accordo per farlo valicare in Lombardia contro all’arcivescovo di

Milano, e dove ricusasse la venuta, volevano essere liberi delle loro

promesse. In questo tempo l’imperadore era in discordia col marchese

di Brandimborgo, e catuno aveva accolto gente d’arme, e con l’eletto

era il duca d’Osteric e molti cavalieri del re d’Ungheria, e credettesi

si conducessono a battaglia: ma la questione avea lieve cagione di

sdegno, sicchè tosto si recò a concordia, e l’eletto imperadore per

l’animo ch’avea di valicare in Italia fu più abile alla pace, e ferma,

catuna gente d’arme si tornò in suo paese; e senza sospetto de’ fatti

d’Alamagna l’eletto si tornò in Boemia, e deliberò per lo modo che a

lui piacque di valicare in Lombardia, e con seco ritenne parte degli

ambasciadori della lega infino al suo movimento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 136 / 214 题