CAP. IX.

_Come il legato e i Romani guastarono il contado di Viterbo._

Del detto mese di maggio, del detto anno, vedendo il legato la

contumacia e la malizia del prefetto da Vico, e che la sua superbia

ogni dì montava in vergogna di santa Chiesa, provvide che contro a

lui bisognava altre operazioni che suono di campane e fumo di candele

spente. E però accolse gente d’arme, tanto ch’ebbe milletrecento

cavalieri di soldo, e richiese il popolo di Roma per fare il guasto

sopra la città di Viterbo, i quali Romani per grande animo ch’aveano

di fare danno a’ Viterbesi, essendo la gente del legato sopra Viterbo,

vi mandarono diecimila uomini, e aggiunti con le masnade del legato,

in pochi dì feciono assai gran danno intorno a Viterbo. E saziata in

parte la volontà del popolo romano si tornarono a Roma: e il legato

abbattuto alcuna parte dell’orgoglio del prefetto, e conturbato l’animo

de’ cittadini contro al tiranno, se ne tornò con la sua gente a

Montefiascone senza alcuno impedimento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 126 / 214 题