CAP. VI.

_De’ grilli ch’abbondarono in Barberia e poi in Cipri._

In quest’anno abbondarono in Barberia, a Tunisi e nelle contrade vicine

tanta moltitudine di grilli che copersono tutto il paese, e rosono e

consumarono tutte l’erbe vive che trovarono sopra la terra, e del puzzo

che uscia della loro corruzione si corruppe tanto l’aria del paese,

che ne seguitò grande mortalità negli uomini, e gran fame a tutta la

provincia. E questa medesima pestilenza di grilli nel seguente anno

occupò l’isola di Cipri per sì sconcio modo, che le strade e i campi

n’erano pieni, alti da terra un mezzo braccio e più, e guastarono ciò

che v’era di verde. E per cessare la pestilenza della loro corruzione

il re fece per decreto, che ogni uomo grande e popolare, barone e

prelato, cittadino e contadino, ne dovesse rassegnare certa misura

agli ufficiali eletti sopra ciò per lo re, i quali feciono fare per

campi grandi fosse, ove gli metteano e ricoprivano. E per questa legge

i villani si dispuosono a fare loro civanza, e patteggiarono con gli

uomini ch’aveano a fare il servigio che comandato e imposto gli era,

e aveano della misura certo prezzo, e rassegnavanli per nome di colui

che gli avea pagati agli uficiali deputati sopra ciò, i quali teneano

il conto di catuno; e durò questa maladizione in quell’isola parecchi

anni. Con tutto l’argomento che fu utilissimo ad alleggiare i campi e

cessare la corruzione, fu grande noia e confusione a tutto il paese.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 123 / 214 题