_Come il re d’Ungheria passò con grande esercito contra un re de’
Tartari._
In quest’anno e in questo medesimo tempo, Lodovico re d’Ungheria
accolse suo sforzo, e di quello di Pollonia e di quello di Prosclavia
suoi uomini, e apparecchiato grande carreggio di vittuaglia, con
dugento migliaia di cavalieri andando quindici dì per luoghi diserti
con grande travaglio, passò nel reame d’un gran re della gesta de’
Tartari. E giunto nel reame di colui, essendo per cominciare a fare
danno nel paese, il re di quello paese, ch’era assai giovane, mandò
pregando quello d’Ungheria che gli desse licenza che con poca compagnia
potesse venire a lui sicuramente, e impetrata la licenza, venne a lui
con cento baroni molto adorni riccamente apparecchiati; e fatta la
riverenza, domandò il re d’Ungheria perchè egli era venuto con forza
d’arme nel suo reame, e quello ch’e’ volea da lui. Il re gli disse,
ch’era venuto sopra lui perchè non era cristiano, e che volea tre cose:
la prima, che divenisse cristiano con la sua gente: la seconda, che lo
riconoscesse per suo maggiore: la terza, che in segno d’omaggio gli
desse ogni anno certo tributo, ed egli sarebbe suo protettore. E il
giovane disse: vedi re d’Ungheria, la mia forza è troppo maggiore della
tua, solo del mio reame senza l’aiuto de’ miei maggiori; e faccioti
certo, che condotto se’ in parte, che s’io volessi gran vittoria potrei
averla di te e della tua gente: ma perocch’io ho animo di divenire
cristiano, accetto di volere fare le tue domande, e intendo di farle
a tempo col tuo aiuto e del papa; e rimasi in concordia, fece grande
onore al re d’Ungheria, e accompagnollo fino a’ confini del suo reame.
Ma in quello venire, per invidia i grandi baroni d’Ungheria non gli
feciono onore, per impedire che il loro re per l’acquisto di costui non
divenisse grande di soperchio, e fu materia di grande sconcio del buon
volere ch’aveva il re de’ Tartari, e dell’intenzione del re d’Ungheria.