CAP. II.

_Comparazione dal re Ruberto al re Luigi._

Manifesto fu appresso la morte del re Ruberto di Gerusalemme e di

Cicilia, il quale avea regnato trentatrè anni e mesi, il cui pari ne’

suoi tempi tra’ principi de’ cristiani non si trovò di sapienza e

d’intelletto, in virtù e in vita onesta, e in adornamento di bellissimi

costumi, pieno di ricchezze, fornito di grande e nobile cavalleria di

suoi baroni e sudditi, apparecchiato di navili sopra gli altri signori,

avendo dirizzato l’animo con sommo studio a racquistare l’isola di

Cicilia, la quale di ragione s’apparteneva alla sua signoria come

principale membro del suo reame, con continovi trattati, con spessi e

diversi assalimenti, con generali armate, guidate dalla sua persona,

e dal figliuolo e da altri, di centoventi e di centosessanta galee,

con molto altro navilio per volta e di più e di meno, con duemila e

più cavalieri per armata alcuna volta e popolo senza numero, per molti

anni cercato di racquistare la detta isola, o d’avere alcuna terra

o porto in quella per potere alquanto appagare l’animo suo, la qual

cosa fatta mai non gli venne con alcuna perfezione; e il re Luigi

suo nipote intitolato di quel medesimo regno da santa Chiesa, povero

d’avere e di consiglio, e non ubbidito da’ suoi regnicoli, impotente di

gente d’arme, mal destro a potere reggere o guardare il suo reame, non

che avesse potuto cercare a racquistare suo reame della Cicilia, non

sufficiente d’armare dieci galee, nè di reprimere un solo suo barone

a quel tempo; ma le divisioni e sette crudeli e mortali de’ baroni

dell’isola, Catalani e Italiani, come già è detto, aveano a tanto

condotto l’isola, che di gran parte fu fatto signore, come appresso

racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 119 / 214 题