_Di tremuoti che furono._
In questo medesimo dì primo di marzo furono in Romania grandissimi
terremuoti, e nella nobile città di Costantinopoli abbatterono molti
grandi e nobili edificii e gran parte delle mura della città, con
grande uccisione d’uomini, e di femmine, e di fanciulli. E da Boccadone
infino a Costantinopoli, su per la marina, non rimase castello nè
città che non avesse grandissime rovine delle mura e degli edificii
con grande mortalità de’ suoi abitanti; per la qual cosa avvenne, che
i Turchi loro vicini sentendo i Greci spaventati, e senza potersi
racchiudere e salvare nelle fortezze, corsono sopra loro, e presonne
assai, e menaronli in servaggio: e alcuni castelli rifeciono e
afforzarono, e misonvi abitatori e guardie di loro Turchi; e appresso
accolsono grande esercito di loro gente, e puosonvi assedio per terra
a Costantinopoli, ch’era in divisione e in tremore, ma contro a’
Turchi s’unirono alla difesa; sicchè stativi alcuno tempo senza potere
acquistare la città, corsono le ville, e rubarono le contrade, e senza
avere resistenza fuori delle mura si tornarono in loro paese.