CAP. CIII.

_Come fu deliberato per la Chiesa l’avvenimento dell’imperadore in

Italia._

Avendo l’eletto imperadore prima veduto come i comuni di Toscana

l’aveano richiesto per farlo valicare in Italia, e da loro non s’era

rotto, e appresso era richiesto dalla lega de’ Lombardi, e con loro

tenea benevoglienza e trattato, e ancora l’arcivescovo avea appo

lui continovi ambasciadori che gli offeriano il loro aiuto alla sua

coronazione, per le quali cose considerò che agevolmente e senza

resistenza e’ potea valicare per la corona. E però sostenendo catuna

parte in speranza e in amore, mandò a corte di Roma ad Avignone per

avere licenza e la benedizione papale, e i legati e ’l sussidio

promesso dalla Chiesa per la sua coronazione. Gli ambasciadori furono

graziosamente ricevuti dal papa, e udita la domanda dell’eletto

debita e giusta, tenuti sopra ciò alquanti consigli e consistori, del

mese di febbraio del detto anno, fu deliberato per lo papa e per li

cardinali ch’egli avesse la licenza, e la benedizione, e i legati per

la sua coronazione; altro sussidio non gli promisono. E partiti gli

ambasciadori da corte, tra i cardinali ebbe divisione e tire di coloro

ch’avessono la legazione per venire con lui, e per le dette tire, e

perchè l’avvenimento non parea presto, si rimase la commessione de’

legati infino al tempo dell’avvenimento suo; onde si raffreddarono i

procacciatori, non sentendolo ricco da trarre da lui quello che la loro

avarizia prima si pensava.

Cronica di Matteo Villani, vol. 2 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 107 / 214 题